L’amore, l’unico motore dell’umanità. La chiave di volta dell’esistenza, il sentimento che innalza cattedrali e scava nelle profondità della terra. Un uomo e una donna. Un storia d’amore molto intensa, naufragata sugli scogli della diversità. Un amore che sembrava essere eterno ma che all’improvviso finisce, lasciando il protagonista a crogiolarsi in un vortice di ricordi apparentemente senza fine. I momenti più belli, gli attimi migliori, tutto viene rivisto e rivisitato, nel tentativo di salvaguardare il ricordo ed appropriarsene per sempre.Fin qui nella di strano. Quante trame si dipanano seguendo questo intreccio? Ma in questo caso qualcosa cambia. L’amore degli uomini, trovato, vissuto e perduto è solo un pretesto letterario. Il tempo, la sua percezione, questo è il pilastro che regge solidamente il racconto.Spesso si vive rincorrendo il sogno di un futuro che non c’è, oppure rimpiangendo un passato ormai sepolto. Il protagonista ritroverà sè stesso solo quando accetterà il presente, l’unica dimensione vera e disponibile. Un bel libro, che traccia parabole colte unendole ad un linguaggio a volte carnale e sensuale.““Ti bacia un orecchio, percepisci il caldo del suo alito e l’umido della sua lingua. Le labbra sono due piccole stringhe di carne rigonfia, due petali vellutati di verbena. Entra, ti prego, fallo ora. Infilati nel mio orecchio e scendi fino al cuore. Squarciami l’anima e rendimi l’uomo che meriti davvero, un uomo che sappia essere migliore, che possa prendersi cura di te. Scendi fino ai piani più bassi, quelli più nascosti dove vivono e prendono forma le speranze. Scendi e metti un po’ d’ordine ti prego, sposta gli oggetti inutili, getta nella spazzatura i ricordi criminali, apri le finestre e lascia entrare un po’ di luce. Il paradiso è alla tua portata, ti basta solo allungare la mano. Il paradiso ha una porta di labbra dischiuse.”I protagonisti di questa storia non hanno nome. Potrebbe parlare di ciascuno di noi, troppo spesso amalgamati ad una concezione sbagliata del tempo. Anche la dedica iniziale lo spiega (“dedicato a noi, che abbiamo smesso dicredere al futuro, perchè il futuro è ancora tutto da arrivare…”).La poesia ha una parte importante in questo libro. Ogni capitolo è preceduto da un componimento, quasi una voce fuori campo, che esplica maggiormente il contenuto del testo (Cammino a piedi nudi./Terra che sostieni il cielo/indicami la strada per le stelle./Altro non serve,/un piccolo sogno solamente/colorato e vivo/che possa frantumare l’universo/in tante dimensioni differite./Altro non serve, /soltanto una bussola senz’ago/che possa risuonare di dolcezza./Nel nome della Libertà/mi spoglio e mi rivesto delle peggiori nefandezze/spengo vite, uomini e bambini,/nutrendomi di polveri mortali/vendo idee confuse e insipide/mentre un’ombra di morte/s’avvolge all’orizzonte/e sono spenta immagine/una rappresentazione miserabile/icona triste di un piccolo dio.)“Il passo del gambero”, edito da mjm, è il primo romanzo dello scrittore cremonese Guido Mazzolini. Certamente un ottimo inizio.
Tags: gambero, Guido, Mazzolini, passo
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