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La Memoria, il Web e una nuova prospettiva.

Inventarono la scrittura, ne definirono l’intuizione e vi spesero il coraggio sufficiente a trasformarla in storia. La difficoltà e l’esigenza di ricordare suggerirono la prospettiva della trasmissione, la speranza della conservazione fece il resto. Il ricordo poi divenne la chimera dell’immortalità. La scrittura, la memoria e la sua trasmissione. Sedimentarono conoscenze, e le chiamarono Archivi.
Altri, più tardi, inventarono la condivisione, ne capirono appena un po’ per farne nascere il progresso; ne scrissero e confutarono, poi, la dimenticarono. Persero interesse e contarono il tempo. Dopo aver a lungo enumerato tutto il percepibile, per necessità come per curiosità, definirono l’immateriale. Intuirono la possibilità di annullare le distanze e le proibizioni, ricalcarono la psiche e ne fecero un luogo immateriale. Rispolverano la condivisione, imballata insieme ad altre cianfrusaglie, la lucidarono di contemporaneità e la chiamarono Web.

Poi, senza farne un dramma, siamo arrivati noi, e involontariamente abbiamo letto e curiosato, giuro, del tutto involontariamente abbiamo studiato e conosciuto. Abbiamo scelto di dedicarci al nostro passato, e interessarci alla sua conservazione. Nel farlo abbiamo rispettato, tradizione e istituzioni, per soppesare il peso e il senso del nostro divenire. Un patrimonio documentale sterminato.
Forse un po’ meno involontariamente, è giusto ammetterlo, abbiamo corso il rischio dell’accostamento. Abbiamo immaginato di poter prendere il web, e farne un contenitore di memoria. Bella scoperta! (direte voi), Il web era un contenitore anche prima, e la memoria, (su seriamente?) la memoria è memoria. Si… si è tutto vero, ma…

Quanti archivi conoscete? Sì, avete capito bene! Quanti archivi ognuno di voi conosce? Probabilmente tra i tre e i cinque, nella più rosea delle eventualità! Se le mie stime sono reali, (ed ho buone possibilità che lo siano) la situazione è drammatica. Il territorio nazionale, vanta un numero spropositato di archivi di ogni genere (dai pubblici ai privati, dagli archivi religiosi a quelli civili, dagli archivi istituzionali a quelli personali) tutti contenenti un patrimonio documentale di straordinario valore. Ma, arrendendomi all’evidenza… purtroppo… devo convenire. Per quanto importante una cosa possa essere, se non la conosci, per te, non esiste.

La sola mancanza d’interesse intorno ad un archivio e la negligenza con cui esso è considerato, ne fanno, o possono farne, una realtà culturale in serio pericolo. Se ad esse, sommiamo i difetti geneticamente imputabili a questo microuniverso, (come la chiusura, la marginalità, e in alcuni casi la desuetudine delle prospettive evolutive) la situazione tende a peggiorare drasticamente.

www.archivitaliani.it è un progetto ideato e realizzato per far fronte alle necessità evolutive di realtà conservative documentali aperte a una nuova concezione di archivistica e web-marketing. Quello che s’intende fare è mettere a disposizione di addetti del settore uno spazio sul web in cui promuovere e pubblicizzare la propria struttura, attraverso uno strumento dinamico, innovativo e moderno, al fine di far conoscere il proprio patrimonio documentale a nuove tipologie di utenza e garantirgli in tal modo maggiore espansione e maggiore tutela.

Archivitaliani.it è il tentativo di una nuova generazione di archivisti di proporre una moderna formulazione di condivisione, è una prospettiva altra e una sfida evolutiva alla conservazione della nostra memoria. Confesso…. Mi gira un po’ la testa al pensiero, ma in fondo, ho scritto fino ad ora del futuro.

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