Domenica 12 Dicembre, ore 17:00 all’Auditorium di S. Benedetto del Tronto, Enrica Bonaccorti presenta “Sapore aspro d’amore”.“Sapore aspro d’amore” è un’opera singolare, sia per la storia che racconta che per il modo in cui viene narrata.due voci distinte: Lucillo Santoni intervista o meglio conversa, con la protagonista Antonella Flati, un dialogo amichevole dove si lascia libero sfogo ai sentimenti, ai pensieri e alla narrazione delle esperienze.L’altra parte del libro invece è narrata in prima persona da una voce calda, quella di Mirella Fanunza, giornalista e sceneggiatrice di fotoromanzi che racconta ora con parole di dolore e ora con parole d’amore la vita del soggetto, toccando lati davvero profondi del lettore.Antonella “Algia” è una bambina che viene rinchiusa all’età di un anno e mezzo in un orfanotrofio, abbandonata dalla madre che molla la famiglia per iniziare a prostituirsi.Infanzia e adolescenza passati in istituti religiosi, violenze ed umiliazioni continue, una maternità prematura e poi la vita fuori, molto più dura di quanto non lo fosse già.Un matrimonio e poi subito la separazione, un uomini violento e poi il matrimonio con una vecchia amica d’infanzia operata e divenuta uomo.La gioia di vivere e l’amore per i propri figli, insieme alla rabbia per le ingiustizie subite per il loro affidamento, il dolore di una vita troppo dura che tuttavia non soffoca la speranza.Questo libro non tocca solo la vita di questa donna ma racconta la difficoltà di crescere senza punti di riferimento e di come sia terrificante vivere le violenze di un uomo; tratta tematiche di e diversità come la tutela dei minori e delle loro famiglie ed il delicato rapporto con un partner che cambia sesso.Un libro da leggere tutto d’un fiato, commuovente e toccante ma capace di lasciare una speranza. “Sono sempre stata convinta che il mio destino fosse già scritto nel nome, fin dalla nascita. Perché Algia, dal greco Algos, significa dolore. Quando sono nata, ero soltanto uno dei tanti batuffoli rosa e belli e felici… Non potevo sapere che per me era stata riservata una vita difficile, un percorso doloroso. Avevo solo diciotto mesi quando mia madre portò me, mio fratello Armando e mia sorella Fernanda in un istituto gestito dalle suore. Eravamo solo un intralcio per lei, che aveva deciso di cambiare tutto nella sua vita, mollando figli e marito. Mia madre aveva in testa solo una cosa: fare la prostituta! Tutto il resto, figli compresi, era un intralcio di cui sbarazzarsi, lei aveva fatto una scelta e noi da quel momento ne avremmo subìto tutte le conseguenze. […] Oggi sono una donna sola, che con forza e coraggio cerca di andare avanti e di prendersi cura dei suoi figli. Non sopporto quelle donne che si fanno scudo degli ex mariti per mantenere la propria famiglia. Credo che nella vita dobbiamo rimboccarci le maniche e andare avanti con dignità. […] Non è stato facile riassumere la mia vita, so di avere una storia molto complessa, e ho vissuto ogni sorta di incubo… ancora aspetto la mia oasi felice. Alle volte mi sembra impossibile riuscire a raggiungerla, un giorno… altre volte ci credo. Sì… ci credo ancora! Consigliato a tutti. Altri estratti del libro sono presenti sul sito www.saporeasprodamore.it
Tags: abuso minori, diversità sessuali, omofobia, transessuali, violenza donne
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