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Tu Load: esperimenti di scrittura virtuale di un professore universitario

“Tu Load” questo il titolo scelto dal prof. Vincenzo Moretti per il suo ultimo libro. Un titolo che si lega fortemente all’ambito in cui è stato pubblicato: il web al link

tu load

E’ questa l’ultima scommessa di un professore noto sia per il suo impegno accademico e per le sue pubblicazioni, quali il “Dizionario del pensiero sociologico” o il “Rapporto sull’Università Italiana, che per le sue pubblicazioni legate alla riflessione sociale e politica.
Tra queste “La casa dei diritti” con la prefazione di Sergio Cofferati e “Sud e Federalismo”, scritto insieme all’amico Luca De Biase.
Forse a quest’amicizia con De Biase, fondatore e direttore del supplemento Nova del Sole 24 Ore si deve la spinta a rimettersi in gioco utilizzando il web. Ma è anche impossibile non vedere come nell’apprezzare le possibilità di dialogo offerte dal web – ogni capitolo del libro infatti presenta la possibilità di essere commentato e potenzialmente di aprire una discussione – il prof. Moretti risenta sicuramente della lunga carriera di sindacalista iniziata parallelamente ai primi studi in sociologia dei processi organizzativi.
Ecco come il prof. Moretti inizia la descrizione del suo libro:
“In questo libro si racconta di cose che cambiano e di altre che invece no.
A ben vedere, trascorriamo gran parte delle nostre vite tentando di districarci tra le une e le altre.
Tra società e culture sconvolte da sempre più veloci mutamenti e il corso circolare della Storia, con le sue conquiste e le sue tragedie ricorrenti.
Tra raffiche di informazioni che ci inseguono attraverso tv, radio, giornali, telefoni, display, altoparlanti, automobili, elettrodomestici e l’improbabile possibilità di comprenderne il senso.
Tra la voglia di percorrere rotte mai esplorate e la ricerca di porti nei quali riparare.
Tra giardini incerti di sentieri che si biforcano e album nei quali siamo soliti conservare i valori, le storie, i volti a noi più cari.
Tra ciò che permane e ciò che invece no.
Non importa se ce ne siamo accorti grazie alle gesta epiche di un condottiero greco o alle avventure tragicomiche di un hidalgo di Spagna. Alle note indimenticabili di una canzone o all’intelligenza artificiosa di una macchina.
Persino se non ce ne siamo neanche accorti, il nostro incerto zigzagare tra ciò che cambia e ciò che permane resta semplicemente un fatto, con il quale ci ritroviamo quotidianamente a fare i conti. Epoca dopo epoca. Generazione dopo generazione.
E’ uno dei motivi di fondo che accompagna le nostre vite. E’ il tema che auspichiamo ci possa aiutare a tenere assieme, dare profondità e senso al nostro racconto. E a delineare qualche approdo utile dal quale ripartire per successive, mai finite, esplorazioni.
In questo libro si racconta di politica. Delle opportunità che essa rende disponibili per sottrarsi alla dittatura della necessità e aprire la strada alla dimensione della possibilità….”

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