No Banner to display

Article Marketing

article marketing & press release

L’importanza di non essere soli

L’importanza di non essere soli.

* Lo stato dell’arte oggi.                                             
* L’importanza di non stare divisi
* Offrire un prodotto a prezzo equo.

      Lo stato dell’arte oggi.

Attualmente viviamo una situazione di ristagno artistico dovuto al fatto che molti sognano di poter incrementare il proprio stipendio con l’arte.
Veniamo così a vedere che il capo stazione ha fatto la sua mostra di pittura, magari perché conoscente di un personaggio importante a livello regionale o comunale.
Ci fanno sapere che il geometra tizio, ha scritto il suo bravo libro di poesie, e che a breve farà la presentazione nel teatro cittadino, e così via.
Più volte ho chiesto in giro a tutti i vari artisti se intendevano prendere parte ad un manifesto artistico, ma la risposta ( quando l’hanno data) è stata sempre la stessa, preferisco stare da solo.
Il periodo  che stiamo vivendo è forse tra i più individualisti, nel senso di egoismo sociale e culturale, lo vediamo ogni giorno dovunque, dal supermercato  all’edicolante non passa attimo che non ci accorgiamo della poca o scarsa unione tra le persone.
Si potrebbe pensare che tutto ciò sia dovuto al momento altamente negativo, salari bassi, soglie di povertà che aumentano a dismisura, la poca sicurezza nel domani, eppure storicamente le avversità hanno unito i popoli e quindi le persone, ora invece no, sembra che siamo tutti uno contro l’altro.
Artisticamente parlando stiamo vivendo veramente un periodo tra i più neri, non ci sono nuovi talenti che emergono, forse si potrebbe pensare che le idee siano finite, e invece andando a grattare in fondo alla questione si viene a scoprire che in un garage un nuova band sta provando il suo brano, che poi metterà su You Tube, oppure che un autore sta cercando di portare avanti il suo progetto editoriale del tutto autonomo per poi venderlo online.
Tutto ciò fa pensare, e anche molto, che il problema è che non è vero che non ci sono nuovi talenti e nuove forme di espressione, ma  non ci sono più editori disposti a rischiare e quindi (gli editori) preferiscono rimanere sulla vecchia formula squadra che vince non si cambia, indugiando quindi su autori o artisti che ormai hanno un nome e sul quale sono quasi sicuri di farci un ricavo.
Ho detto quasi, perché nel nostro campo uno sbalzo di umore dei nostri lettori o fans ci fa cadere in basso e anche editori di dichiarata fama non ci pensano due volte a non rinnovare un contratto se c’è di mezzo un flop.

L’importanza di non stare divisi

Se da una parte il web ci sta dando una mano enorme nel potere mettere in onda i nostri prodotti, dall’altra ci rende sempre di più individualisti, facendoci restare divisi e magari anche l’uno contro l’altro.
Tutto ciò non giova alla nostra condizione artistica, per vari motivi, uno fra tutti il fatto che non riusciamo a presentare un nostro prodotto al pubblico  che sia in concorrenza con i grandi marchi.
Il motivo di tutto ciò è facile da spiegare, un grande editore gode di sconti sulle produzioni e sulle pubblicità che un singolo non ha, basti pensare al piego di libri, quando si spedisce un libro noi, intendo tutti non solo gli autori, possiamo usufruire del piego di libri come tariffa di spedizione postale che è vantaggiosa in quanto ci consente di non gravare ulteriormente  sull’acquisto del nostro lettore o ascoltatore.
Un grosso editore usufruisce di uno sconto ulteriore che gli consentirebbe quasi di regalare l’invio di ciò che è stato richiesto.

Forse parecchi hanno paura di mettersi in gruppo, forse ma non credo che sia questo il motivo vero, penso invece che ci sia la netta volontà di stare solitari e presentare le proprie cose sfidando tutto e tutti, con risultati che alla lunga scoraggiano, perché portano a poche se non scarse vendite, e quindi il fatto di non monetizzare il nostro prodotto, perché di questo stiamo parlando, ci porta a delusioni cocenti e anche sconfortanti.

A mio avviso l’unica medicina per guarire da questa stagnazione di produzione è quella di riunirsi in associazione, formare quello che anticamente si chiamava il manifesto artistico, il quale poneva l’artista subito al centro dell’attenzione del pubblico in quanto facente parte del movimento, poteva parlare insieme ad altri e quindi essere ascoltato anche dai grandi.

Nel nostro campo, mi riferisco alla scrittura, il fatto di essere uniti in associazione sarebbe una cosa molto utile e vantaggiosa non solo per il motivo che ho detto sopra, ma anche perché darebbe modo di pubblicare ed offrire un prodotto letterario a prezzi veramente concorrenziali, con la possibilità di poter fare pubblicità tutti insieme e quindi non essere svenati nelle finanze.

Il fatto di proporre un qualcosa tutti uniti, non sminuisce affatto il nome di nessuno, anzi da modo di potenziare il lavoro editoriale.

Faccio un piccolo esempio sperando di essere più esaustivo, parecchi di noi sono autori che si autoproducono, abbiamo acquistato i nostri bravi codici ISBN, e ci siamo rivolti ad un editore che ci pubblica con la tecnica del print on demand cioè si stampa quando c’è richiesta.

Parecchi di questi editori danno loro stessi il codice ISBN, ma non perché siano altruisti, al contrario, perché il marchio di stampa resta il loro, infatti, se notate sul foglio che manda l’agenzia dobbiamo scrivere il nome del libro e come viene pubblicato, se il codice è nostro il nome rimane quello dell’autore.

Altra faccenda, un editore anche print on demand, offre un servizio e quindi ci deve guadagnare sopra, pertanto mettiamo che stiamo stampando un libro di 180 pagine b/n, normalmente i costi di aggirano sui 7/8 euro, ora ci vogliamo fare un nostro ricarico di altrettanto, oppure di soli miseri 3 euro?

Bene arriviamo ad avere un prodotto che ci costa dai 10 agli 11 euro, più spese di spedizione e guardate a quanto dobbiamo rivendere il nostro libro.

Se considerate che il buon Vespa è in edicola al prezzo di 19 euro, con un bel volume cartonato e sovra copertina lucida, vedete che per noi i giochi si fanno duri, infatti un lettore quando cerca guarda anche al nome e tra uno sconosciuto a parecchiuccio e un nome noto ad un prezzo abbastanza abbordabile, scelgono il secondo.

Offrire un prodotto a prezzo equo

Pochi giorni fa sentii un’intervista in televisione che mi fece pensare davvero, stavano facendo una delle solite menate, sapete quelle che la gente non ce la fa ad arrivare alla fine del mese ( a noi ce lo vengono a dire), tra le tante spese che l’intervistata diceva di aver tolto dalla sua nota erano appunto i libri.

Già la tanto sbandierata recessione porta a questo, a fare a meno anche contro voglia, di spese che vengono messe tra il superfluo anche se non lo sono, e così oltre al caffè al bar, al giornale del mattino, ora ci sono anche i libri e di conseguenza anche noi autori.

Tornando al tema iniziale allora, come medicina,ribadisco il concetto, per poter superare questo periodo di empasse è l’associazionismo, i vantaggi li ho spiegati, con in più il fatto di rimanere ognuno padrone delle proprie idee e prodotti nella maniera assolutamente totale, ma con la possibilità di poterli offrire anche alla massaia che non se li può permettere, all’operaio, all’impiegato, all’agricoltore o chiunque abbia voglia di leggere, perché siamo in grado di soddisfare le sue richieste dato che siamo in gruppo e così facendo riusciamo ad abbassare veramente i costi di produzione e presentazione.

Credo veramente che abbassare i costi si possa, restando su richieste di guadagno accettabili da parte nostra, possiamo veramente  unendo gli sforzi portare avanti il nostro mestiere di autori.

Gik Senders

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Article Marketing