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ETHNOS il nuovo album “O Bannu”

Ethnos nasce da un progetto di Graziano Accinni, collaboratore e chitarrista di Mango dal 1981 al 2005, compositore e performer molto apprezzato, collabora tra gli altri con Mina e Jan Anderson. La passione manifestata dall’eclettico chitarrista lucano nella riscoperta musicale della storia della Basilicata, muove dalla convinzione che il vissuto di ogni comunità possa coincidere con nuove letture interpretative e forme espressive contemporanee: se ogni comunità sarà  capace di ripensare in maniera creativa e critica il suo passato, la coscienza di esso permetterà sia di individuare la distanza che lo separa dal presente che di essere rievocato e valorizzato.  Nei 16 brani dell’album “O BANNU” (dalla figura del banditore ormai scomparsa, che lancia un ultimo grido di una profezia inascoltata),   scorre la vita della civiltà contadina del popolo lucano, un’umanità che non crede in monachicchi, streghe e filtri magici, ma ne conserva la ritualità, i gesti, ma anche i suoni, i sapori e i colori.

Questo repertorio appartiene a quei musicanti provenienti dalla Valle dell’Agri in provincia di Potenza, che con i loro strumenti: arpa popolare, violino , mandolino, flauto e chitarra, giravano il mondo, dall’Australia alla Francia, dall’Inghilterra alle  Americhe proponendo i loro repertori antichissimi.  Ethnos  trasforma nenie, canti alla Madonna, tarantelle e ballate popolari in brani dalle caratteristiche tecniche nuove. L’incrocio delle voci interpretate con le chitarre danno luogo a una varietà di echi che rimandano alla cultura greca e marocchina,  altre voci ci riportano inconsapevolmente alla cultura andalusa e al Fado portoghese: un’antica tarantella è suonata  al triplo della velocità originale, una polca apre ad un sound country americano e dopo  un solo di banjo ritorna  nei saloni da matrimoni del Sud Italia. Una sperimentazione di grande impatto live. 

Gli Ethnos si muovono quindi  tra due sponde, quella della comprensione delle radici antiche e quella della trasformazione evitando la rigidità di una ricerca puramente scientifica, ma usando le melodie popolari come scambio tra modelli e possibilità diverse, al fine di rivitalizzare  un  patrimonio immateriale che rischia di estinguersi. L’album è composto da brani di grande virtuosismo: Musa mediterranea, Polcabasilisca, AntidotumPolca a matrimonio, Lucanae, Tarantella all’aviglianese, O Bannu e brani che restituiscono armonie e melodie provenienti da canti devozionali: Madonna del sacro monte, Rusariu, Crevu,  Devozionale, e  ancora brani descrittivi  o racconti: Sciucam, Fiore ri lu fiori, Vola e mena,  Cirasieddu,  Sona si vuoi sunà.

O Bannu” è  prodotto da Scaramuccia Music  in collaborazione con il cantautore Ennio Rega

 

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