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PANNELLI INSONORIZZATI (…FUNZIONANO?), SCOPRIAMO COME VALUTARLI

Facciamo un po’ di chiarezza sui pannelli insonorizzati.
Chiunque approcci per la prima volta la problematica dell’insonorizzazione (… sia che si tratti di una esigenza domestica, per isolarsi dal vicinato molesto, per la voglia di suonare finalmente in santa pace l’amata batteria oppure che si tratti di più complessi problemi di impatto acustico della propria attività lavorativa), si trova di fronte ad uno sterminato panorama commerciale, con molteplici proposte di ogni pannello acustico.
Come accade in molti altri settori, è facile che la vastità della proposta commerciale, ci porti a selezionare un prodotto non realmente valido, magari perché presentato in maniera accattivante oppure si finisca per scegliere un prodotto ottimo, ma semplicemente non idoneo al nostro caso di installazione.
Parliamo quindi di prestazioni dei pannelli acustici.
Cominciamo subito con il dire che i pannelli acustici si distinguono essenzialmente in 2 grandi famiglie: i pannelli fonoisolanti ed i pannelli fonoassorbenti.
I pannelli fonoisolanti, talvolta anche chiamati pannelli fonoimpedenti, limitano la propagazione del suono tra 2 ambienti contigui mentre i pannelli fonoassorbenti riducono la riflessione del suono in un ambiente confinato o in altre parole riducono il rimbombo.
Per capire in estrema sintesi il concetto di fonoassorbimento, pensiamo al differente effetto sonoro che percepiamo in una camera vuota e poi nello stesso locale una volta arredato.
Per capire il concetto di fonoisolamento, basta invece pensare alla vecchia casa di campagna della nonna con muri spessi mezzo metro, in pietra o mattoni, che ci da la sensazione di essere isolati dal resto del mondo.
Per cui diciamo subito, che è a d esempio totalmente inutile rivestire le pareti ed il soffitto con quei materassini di spugna a piramidi (poliuretano o melamina), se il nostro intento è evitare di infastidire il nostro vicino, durante i nostri poderosi assoli di chitarra, semplicemente risulterà un po’ più gradevole il suono che udiremo, nell’ambiente in cui suoniamo.
Non a caso abbiamo parlato di muri pieni, spessi e pesanti, poiché il concetto di massa (kg/mq), è alla base di un buon isolamento acustico, soprattutto quanto parliamo di basse frequenze e malgrado oggi si preferisca fare riferimento anche a concetti diversi, quali massa – molla – massa (… più per semplicità di installazione che per reale efficacia), ci piace ricordare che la cara vecchia Legge di Massa, (fondamento della Fisica Acustica), conserva ad oggi inalterata la sua piena validità.
Una semplice regoletta per calcolare l’isolamento acustico di una parete (utilizzabile anche da chi non è un fisico teorico), è la seguente R = 18 log (Massa x Frequenza) – 44, per cui se abbiamo ad esempio un muro in mattoni pieni, spesso 25 cm (peso al mq di circa 400 Kg) avremo che l’isolamento (R) alle medie frequenze (1000 Hz) sarà pari a 56 dB(A) e alle basse frequenze (100 Hz) sarà di 38 dB(A).
Di questo consiglio, ne potranno certamente fare buon uso, ad esempio i batteristi egli amanti del basso elettrico … grandi produttori di basse frequenze.
Per quanto riguarda il fonoassorbimento, il calcolo è leggermente più complesso (ma credetemi non impossibile).
Abbiamo prima genericamente parlato di rimbombo all’interno di un locale, ebbene questo “rimbombo”, viene tecnicamente definito Tempo di Riverbero.
In genere come Tempo di Riverbero, viene considerato il (T60), ossia il tempo che impiega un suono per ridursi di 60 dB, dal momento in cui viene interrotto … in pratica è la “coda sonora di un suono”.
Per i più ardimentosi l’invito è quello di provare a cimentarsi con la Formula di Sabine.
T60 = 0,16 V / (S ai Si), dove V è il volume del locale in m3, ai è il coefficiente di fonoassorbimento delle superfici dell’ambiente, tipico e caratteristico per ogni materiale (rintracciabile nella scheda tecnica del materiale che intendiamo installare), ed infine Si è la superficie dell’ambiente in m2.
Altro aspetto fondamentale è la frequenza del suono che intendiamo trattare.
Lo studio del fonoisolamento e del fonoassorbimento alle varie frequenze, richiederebbe qualche maggiore approfondimento, che eviteremo però, in questa breve trattazione generale (… e necessariamente generica), ma in linea di massima possiamo sintetizzare il concetto, dicendo che le alte frequenze (rumori e suoni acuti), possono essere intercettate piuttosto agevolmente, mentre per le basse frequenze (rumori e suoni bassi), il discorso si fa progressivamente più complesso.
Questo perché il fronte d’onda di una bassa frequenza può essere molto ampio e quindi fortemente energetico (L=v/f), si pensi ad esempio, che un suono a 100 Hz, ha ad esempio una lunghezza d’onda paria 3,44 mt.
Ed infine qualche cenno sulla posa in opera dei materiali acustici.
Questo aspetto, importante in ogni settore, diventa di fondamentale importanza nel mondo dell’acustica e dell’insonorizzazione.
Un piccolo segreto, posando in opera i pannelli fonoisolanti, immaginiamo di creare un contenitore stagno, (… quasi si dovesse contenere dell’acqua), sigilliamo quindi tutti i fori e le fessure, ricordando infine che se non si interviene su tutte le superfici (pavimenti, porte e finestre incluse), il risultato finale non sarà eccellente.
Ed infine un piccolo consiglio … per intervenire in maniera realmente efficace sulla vostre problematiche di rumore, come sempre, il metodo migliore è quello di rivolgersi ad uno specialista del settore.
Per questo settore lo specialista esiste ed è oltretutto una specifica figura professionale, riconosciuta per legge ed individuabile in appositi albi regionali: Il Tecnico Competente in Acustica Ambientale, istituito con la Legge 26 Ottobre 1995 n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.
Scritto in collaborazione con: Arch. Silvano SPANDRE, Progettista e Amministratore Delegato di Acustico – Ecotech Pro S.r.l. www.acustico.info

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