Repubblica Ceca, Praga
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14 maggio 26 luglio 2009
Giuliano Ravazzini Dimore Bestiali
l’artista presenta
i migliori “template” selezionati dalla monumentale indagine
Dimore Bestiali.
Geniale e di grande spessore, questa analitica ricerca sugli animali, che silenziosi e addomesticati vivono accanto all’uomo, conducendo esistenze parallele e complementari. In ambienti extraurbani ed estranei ai sistemi produttivi, sopravvivono infatti, quasi etnie in estinzione, animali domestici allevati dall’uomo con modalità relazionali in cui emergono cura, creatività e compensazione. Tutto ciò e’ quanto lasciano intendere le dimore degli animali (per estensione bestiali), dove si conclude il ciclo di impiego di numerosi oggetti che, decontestualizzati, opportunamente modificati, vengono riammessi ad una funzione d’uso, raggiungendo in taluni casi, l’apice delle più ingegnose e fantasiose costruzioni architettoniche. Ed un occhio attento, che indaga sul territorio, come quello di Giuliano Ravazzini, decodifica queste inconsuete strutture abitative, esaltandone tutte le peculiarità, attraverso un iter operativo dalla documentazione fotografica alla rielaborazione artistica.
Pertanto, oggetti, animali e costruzioni varie vengono estrapolati dal contesto e restituiti nelle loro linee essenziali. In questo processo di epurazione tutto diventa altro: un vecchio bidone assume le sembianze di uno strano contenitore dimenticato dagli extraterrestri, l’ultimo recipiente di scarto sembra piuttosto un oggetto hi tech di ultima invenzione; anche la testa di una gallina, fermamente salda su di un lungo e flessuoso collo, esprime una regalità da sempre in competizione con quella del tacchino. L’artista e’ entrato in relazione con gli animali, visitati a domicilio.
Ha osservato il loro habitat, perfetta fusione di stili e logiche, umana ed animale, dove sono confluiti infatti tutto ciò che all’uomo non serve più, riadattato quindi per gli animali e da loro stessi plasmato, giacchè ognuno ha il proprio modus vivendi.
Mia Bianchi Saghater
Giuliano Ravazzini, Sassuolo (MO) 1960. Artista italiano, non convenzionale, precursore di tematiche e simbologie, interprete di progetti interdisciplinari di confine, fotografo, scultore e performer, produttore di eventi backbone, Giuliano Ravazzini è certamente un personaggio singolare che traccia un solco evidente nel panorama artistico contemporaneo, e che recentemente si è dedicato a tematiche legate ai simboli (Stauros) alla natura e alle sue emergenze (Hortus, Dimore Bestiali, Un Hub nell’idrosfera, Migrazioni di Microazioni). La sua è una produzione artistica che procede lungo sentieri in parte già praticati da artisti come Joseph Beuys, Richard Long, ma se l’attenzione alle tematiche è la stessa, differente è invece l’approccio, Ravazzini separa in modo totale la sua vita, dal suo essere artista. In lui vi è qualcosa di radicale nell’osservare, e lo fa da lontano e con discrezione, il suo occhio indaga irrefrenabile aspetti e prospettive che si rivelano poi eminentemente centrali. Egli rappresenta e visualizza concetti usando molteplici linguaggi, la sua poetica non è riconoscibile da stilemi estetici, il filo che conduce le sue ricerche è piuttosto di tipo concettuale.
Le sue azioni, le sue immagini e le sue opere sono colme di simbolismi che sconfinano nel sacro ma anche di citazioni del mondo naturale riferimenti alla religione cattolica e soprattutto, al mondo animale.
In lui c’è una percezione della natura mite e amica, ma anche mortale e
crudele, l’istinto dell’artista non represso e sfrenato lo priva di quella morale,
tipica prerogativa umana e lo spinge ad indagare più a fondo in una sorta di soglia, di confine dove tutto per lui diventa più chiaro.
Come uno sciamano visionario opera in piena libertà, soffrendo dei propri limiti, egli invoca una più ampia percezione, desiderando un’armonia tra uomo e natura.
Ilario Baudanza
Tags: bestiali, biennale, dimore, giuliano, photo, praga, ravazzini
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