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Prove d’autore, la letteratura disegnata ( ri )trova un suo spazio

Gettando uno sguardo sul panorama fumettistico del momento, almeno quello italiano, si nota una presenza sempre più massiccia dei manga giapponesi ( o anche pseudo-giapponesi, ormai il loro tratto tipico è stato assimilato da molti disegnatori nostrani ). I supereroi tengono, grazie anche ai successi cinematografici ispirati ai personaggi della Marvel e della DC comics, anzi stanno nascendo nuove varianti nostrane, e non sempre in chiave parodica. Poi c’è il webcomic. A rigore non sarebbe un vero e proprio genere, sarebbe semplicemente un fumetto digitalizzato fruibile sul web. In effetti però, quando un fumetto nasce per essere letto in internet, deve venire incontro alle esigenze dei suoi lettori, e c’è poco da fare, su internet si legge in fretta e superficialmente. Non vuole essere una critica verso i lettori e gli “internauti”: io per primo mi rendo conto di avere un atteggiamento diverso se leggo qualcosa sul web o su un libro o un giornale di carta. E infatti basta dare un’occhiata ai più gettonati siti di webcomics, non solo italiani, per accorgersi immediatamente che il loro taglio è piuttosto standard: storie di poche strisce o anche solo poche vignette, dal disegno essenziale e fortemente caricaturale, quasi sempre di genere umoristico. Il lettore del web tende a disdegnare storie lunghe e trame complesse, a ignorare il disegno curato e ricco di dettagli, e a cercare la battuta facile, la risata o il sorriso immediato. Niente di male in tutto questo, anzi. Il fumetto è nato proprio così, come striscia umoristica sui quotidiani. Quello che sconcerta è che questi tre “generi” ( manga, supereroisico e webcomics ) abbiano di fatto costituito una quasi assoluta egemonia. Quella che Pratt definiva “letteratura disegnata”, le storie articolate, con trame solide e disegni improntati al realismo e curati nei dettagli, sembrano non avere più posto né nel web né in fumetteria.
Sono stato all’ultimo Lucca comics&games, e scorrendo gli stands degli editori posso dire che quelli che pubblicano qualcosa di questo tipo, a parte le ristampe dei classici, sono veramente mosche bianche. E, in barba al loro coraggio, i loro stands erano pressochè deserti, mentre davanti agli stands di manga o di Shockdom c’erano file impressionanti.
Io, quarantenne, sono cresciuto con Tex, Zagor, Dylan Dog ( fumetti seriali e commerciali ma che hanno sempre potuto vantare sceneggiature e disegni d’alto livello ), ho amato Corto Maltese, mi sono appassionato agli intrighi spionistici del Max Friedman di Giardino, ecc. Come disegnatore e autore, ho guardato a quei modelli, ho scelto e sviluppato un disegno iperrealista, e ho cercato di imparare a costruire storie complesse, strutturate come quelle dei romanzi. Non sono certo arrivato al livello dei maestri, ma certamente è lì che ho puntato. Oggi mi chiedo: è possibile che non ci siano più lettori interessati a queste cose ? E’ possibile che chi è cresciuto a pane e Corto Maltese oggi possa saziarsi con manga e strisce umoristiche ?
Per questo motivo, non potendo credere di essere rimasto l’unico o di far parte di un gruppo così esiguo, ho creato il sito “Prove d’autore” ( www.provedautore.eu ). Il visitatore ci troverà qualche fumetto breve, anche surreale o umoristico ma comunque sufficientemente curato nella struttura e nel disegno da allontanarsi dal tipico webcomic. E poi la “letteratura disegnata”. Il primo romanzo grafico in corso di pubblicazione è quasi una sfida ai tempi e ai gusti omologati della massa: un soggetto avventuroso-drammatico a sfondo storico. Il tutto in visione libera ( già siamo in pochi. Se chiedo pure dei soldi…)
Spero che questi lettori esigenti e trascurati dal mercato trovino e visitino il sito, e che siano soddisfatti del contenuto. La mia ambizione sarebbe quella di riuscire, anche attraverso quel mezzo dispersivo che è il web, a catturare l’attenzione dei lettori, a farli indugiare sulle pagine. Magari a mettere il sito nei preferiti, abbandonare la lettura, e ritornare dopo qualche ora o qualche giorno per continuare, proprio come si fa ( o si faceva ) con i libri di carta.

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