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Il legno lamellare: importanza ed uso

La lavorazione del legno è ancora un’attività
essenziale in diversi ambiti, primo fra tutti quello edilizio. Materiale
naturale e di antico utilizzo (le prime capanne e palafitte costruite
dall’uomo erano in legno), il legno ha accompagnato l’uomo nel corso dei
millenni, e al giorno d’oggi dimostra di essere più che mai al passo
con i tempi, e di saper rispondere alle esigenze imposte dall’epoca in
cui viviamo. Se uno dei problemi più pressanti che affliggono il nostro
pianeta e la nostra società è l’inquinamento, privilegiando l’utilizzo
del legno nella costruzione di strutture ed edifici possiamo contribuire
ad arginare, almeno in parte, questo grande problema. Il legno è
infatti uno dei materiali maggiormente utilizzati nella bioedilizia, in
quanto produce un basso consumo di energia e una ridotta quantità di
rifiuti durante la sua lavorazione. Il legno è inoltre capace di creare
un’atmosfera unica in ogni stanza, palazzo o abitazione in cui venga
utilizzato, e di dare vita a degli ambienti particolarmente caldi e
accoglienti. Il legno è inoltre un materiale resistente, economico e un
buon isolante termico ed acustico.

Naturalmente il legno è un
materiale che non presenta solo dei vantaggi, ma anche delle
caratteristiche che potrebbero comprometterne l’uso in alcuni ambiti: le
dimensioni dei tronchi, per esempio, ossia la loro lunghezza e sezione,
sono limitate, e questo potrebbe essere un problema nella costruzione
di travature. Allo stesso modo i tronchi non si prestano naturalmente
alla realizzazione di travi curve. Per ovviare a questi problemi nel
corso dei secoli si sono studiate diverse soluzioni, e la più recente,
oltre che la più efficace, è quella della produzione di pannelli
legno lamellare, che ha dei campi di applicazione pressoché
illimitati. Fu il carpentiere Otto Karl Friedrich Hetzer ad inventare,
nel 1901, questo tipo di lavorazione, che rende il legno particolarmente
duttile, in grado di essere impiegato anche nelle strutture
architettoniche più complicate, e di essere utilizzato senza limitazioni
nel campo dell’edilizia e dell’ingegneria civile, ma anche dell’arte.

La
produzione del legno lamellare passa attraverso alcune fasi e ha luogo
in appositi stabilimenti. La prima fase è quella della scelta del
legname, che deve essere il più possibile omogeneo. Il legno più
utilizzato in Europa è l’abete rosso, seguito da pino silvestre, larice e
rovere. Il tronco viene dunque tagliato in assicelle, dette “lamelle”,
che vengono fatte essiccare per raggiungere il giusto grado di umidità.
Le lamelle vengono dunque sottoposte ad un controllo per verificarne
l’umidità e i difetti, piallate, e quindi incollate. L’incollatura è la
fase più importante e delicata dell’intero processo, soprattutto in caso
di pannelli
multistrato. A questo punto si procede con la pressatura, dopodichè
le travi vengono lasciate a riposo per un paio di giorni, e vengono poi
piallate per rendere la loro superficie liscia ed uniforme. Le ultime
fasi della lavorazione del legno lamellare sono la finitura e
l’applicazione di prodotti volti a preservare il legno da agenti nocivi.

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