Giovedì 25 novembre alle ore 16.00 il Partito Democratico di Fara in Sabina ospiterà un’iniziativa del Gruppo Consigliare del PD alla Regione Lazio volta a promuovere lo sviluppo del territorio e dei musei locali. Si tratta di un importante appuntamento che si svolgerà nel suggestivo scenario del Monastero delle Clarisse di fara in Sabina. Introdotti dal Sindaco Vincenzo Mazzeo e coordinati dal Consigliere Regionale Mario Perilli, interverranno il commissario APT di Rieti Tersilio Leggio, l’architetto museografo Sveva De Martino, la direttrice ISCIMA CNR Paola Santoro, il Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli, il vice Presidente della Commissione Cultura alla Regione Lazio Enzo Foschi e l’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Fabiana Santini. Il Partito Democratico di Fara in Sabina invita tutti a partecipare, per una giornata che dia un importante contributo ad individuare le direttive lungo cui le istituzioni sono chiamate a muoversi per garantire le migliori prospettive ad un armonico sviluppo del territorio e dei musei locali. Link di approfondimento: http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=158615474181254&id=100001857011904&ref=notif¬if_t=share_comment#!/ event.php?eid=163510570354253
MONASTERO DELLE CLARISSE EREMITE DI FARA IN SABINA Il Monastero delle Clarisse Eremite ha sede in uno storico castello le cui origini si perdono nell’alto medio evo e le cui vicende furono legate per molti secoli alla storia della vicina abbazia di Farfa. Distrutto dai saraceni nel 600, risorse più grandioso e ricco, ma nel 1082 esso dovette subire la conquista da parte dell’imperatore Enrico IV il quale lo donò ai monaci e nel 1137 subì una seconda e peggiore rovina: fu dato alle fiamme dall’esercito alemanno di Lotario II. Ricostruito di nuovo, dal 1400 divenne dimora dell’Abate Commendatario di Farfa, e poi di volta in volta delle famiglie: Orsini, Farnese, Della Rovere, Savelli, Colonna, Peretti e Barberini.
FARA IN SABINA – LA STORIA I primi segni del popolamento dell’area risalgono al paleolitico medio. Sono segnalati anche numerosi siti dell’età del bronzo, in particolare il bronzo medio, il bronzo recente e il finale attestato dal grande insediamento sull’altura “castelliere“, recentemente individuato sulla sommità del monte S. Martino, dirimpetto a Fara in Sabina. Per l’età del ferro sono di estrema importanza gli scavi tuttora incorso n località Arci che hanno riportato in luce alcuni fondi di capanna risalenti alla fine del IX, all’VIII ed al VII secolo a.C., ed una casa del VI secolo a.C., sicuramente appartenenti alla città sabina diCures, che rammenta il periodo nel quale la leggenda sabina colloca i rapporti con Roma (il leggendario ratto delle sabine, i re sabini di Roma, Tito Tazio e Numa Pompilio). Dagli scavi sono stati recuperati moltissimi reperti che sono attualmente in fase di restauro ed in deposito a Farfa in attesa di essere esposti. Per il periodo Romano,la caratteristica più rilevante è la forte diffusione sul territorio di numerose ville rustiche, sviluppo che ha avuto nelle grandi linee due fasi principali caratterizzate una, nel II secolo a.C., dalle ville costruite in opera poligonale e l’altra, attorno alla metà del I secolo a.C., dall’uso massiccio dell’opera quasi-reticolata e da una strutturazione più articolata e complessa delle ville e delle loro pertinenze. Molto numerose sono dunque le strutture di queste ville, in particolare le piattaforme che ancora oggi sono visibili e che potrebbero essere agevolmente valorizzate, salvo sempre i soliti problemi di attrezzatura delle aree e del superamento dello scoglio della proprietà privata. Tra le piattaforme in opera poligonale di III e IV maniera la più imponente è senza dubbio quella di Grotte di Torri, circa un ettaro di superficie, 100 metri di lato. Il termine “Fara” ha, come è noto, una origine longobarda ed indicava, almeno inizialmente, il gruppo parentale che si muoveva unito durante gli spostamenti, spesso bellicosi, della popolazione germanica. E’ possibile quindi che le origini dell’abitato possono farsi risalire alla fine del VI secolo, al momento del loro stanziamento nella zona. Le ragioni di carattere militare alla base della fondazione dovettero venir meno abbastanza rapidamente e i Longobardi si insediarono nelle campagne in nuclei sparsi.
Tags: fara sabina, monastero clarisse, musei locali, partito democratico, regione lazio, sviluppo del territorio
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