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THEANDRIC – Teatro Nonviolento presenta Antigone, 1° studio – Dialogo sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21 Ingresso Gratuito CON PRENOTAZIONE

THEANDRIC – Teatro Nonviolento
presenta Antigone, 1° studio – Dialogo
sabato 22 e domenica 23 giugno
ore 21 presso il teatro di via G.Cantore, 62 – Cagliari-Pirri
adattamento e regia di Maria Virginia Siriu dal testo di Sofocle
Ingresso gratuito CON PRENOTAZIONE

Antigone, 1° studio – Dialogo è il risultato di una prima indagine del testo di Sofocle e della tragedia greca. Un gruppo variegato di persone, -dai 17 ai 60 anni, con diverse occupazioni, dall’ingegnere, all’archivista, all’impiegato del call center all’insegnante-, ha esplorato con la guida della regista Maria Virginia Siriu la tragedia, interrogandola dalla prospettiva della realtà attuale e delle problematiche individuali. Si è instaurato un dialogo in cui è stato messo in discussione il ruolo stesso del teatro, della concezione dell’essere umano, della gestione del conflitto, in un parallelo tra mondo greco e contemporaneo. Lo spettacolo si configura come una mappa per ricostruire la visione tripartita della persona: corpo, mente e anima. E’ il viaggio di donne e uomini per una soluzione del conflitto che permetta di ritrovare la propria unità. Il punto di partenza è il testo classico di Sofocle che costituisce un archetipo per il dialogo con la realtà attuale. Al centro è il conflitto tra legge positiva e naturale o consuetudinaria. Dalle prime indagini nel percorso sperimentale, avviato con un gruppo di professionisti e dilettanti, emerge innanzitutto che oggi abbiamo difficoltà ad affrontare i conflitti sia individualmente che come comunità. Il mondo contemporaneo nasconde i conflitti che spesso si manifestano, in quanto irrisolti, in disagio ed esplosioni di violenza su larga scala. La violenza viene subita. Inoltre a differenza del mondo greco, la complessità della realtà contemporanea impedisce che in una stessa figura, siano accentrati come in Creonte il potere di emanare leggi, di farle applicare e far eseguire la pena per la loro trasgressione. Antigone sceglie di trasgredire la legge e subirne le conseguenze in atto di disubbidienza civile. Oggi la non accettazione di responsabilità personale davanti a una comunità disconosciuta, impedisce di portare a livello pubblico il conflitto vissuto sul piano personale. Ma è solo nello spazio pubblico che alcuni conflitti possono essere risolti. Nello spettacolo di Theandric il teatro è uno spazio pubblico in cui si ricrea una dinamica comunitaria. Il pubblico è chiamato ad interrogarsi e prendere posizione pubblicamente. In un alternarsi di scene costituite da momenti di meditazione attiva collettiva, guidate da officianti-attori, flash delle figure archetipiche di Sofloche e ricostruzione dei loro dialoghi con partecipazione attiva dell’attore/spettatore nella forma del dramma collettivo in cui ha possibilità di far sentire la sua voce, essendo chiamato a suggerire ai personaggi del dramma le proprie ragioni, in uno scambio diretto tra partecipanti. Lo spettacolo, seguendo l’interpretazione che dà della tragedia classica la mediatrice Jacqueline Morineau, è uno strumento in cui il conflitto viene portato alla luce nelle sue estreme conseguenze tragiche e in questo modo può essere avviato il processo di soluzione nonviolenta, il dolore e il disordine vengono manifestati e accolti nell’azione scenica come nella pratica della mediazione. Lo spettacolo è un rito di trasformazione. Al percorso di studio e messa in scena hanno preso parte: Floriana Cappai, Valeria Contu, Nicola Costarella, Gabriella Dessì, Lidia Devigus, Danilo Mallò, Alba Marongiu, Orietta Masotti, Fabiana Meloni, Cristina Muscas, Giusi Palomba, Francesca Pitzalis, Simone Scano, Gisela Schnittker, Monica Urban Gli spettatori saranno accolti da un decalogo che li introduce alla scena: Decalogo Se pensi che la pace sia quiete, non entrare Se sei convinta che i conflitti è meglio evitarli, non entrare Se sei convinto che la tragedia di Antigone non ti riguardi personalmente, non entrare Se sei convinto che la violenza repressa e nascosta non agisca, non entrare Se non sei disposto, disposta a metterti in gioco, stai fuori Se credi che i panni sporchi si lavino in casa, stai fuori Se credi che l’anima sia un affare individuale, fermati sulla soglia, sei ancora in tempo Se preferisci un teatro in cui sei solo spettatore, forse questo non è il posto giusto per te Se pensi che la tragedia di Antigone sia un esercizio letterario, forse questo non è il posto giusto per te Se pensi che si possa vivere senz’anima, dubita!

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