L’importanza di scegliere l’ arredamento giusto e personalizzato per ogni contesto.
Il termine “design” ha origini lontane. Seppur, a prima vista, potrebbe sembrare una parola che non appartiene alla lingua italiana, bensì più associabile ad origini anglosassoni, è bene sfatare questa convinzione. Tale parola, infatti, ha derivazione latina, da “signum” che corrisponde all’italiano “segno”; così, dal punto di vista della radice etimologica la parola design significa “disegno”. Eppure, tale termine ha assunto un significato internazionale che va ben oltre la sua etimologia. Il design di oggi, si avvale delle più avanzate tecnologie, combinate con la sapiente arte del “saper fare” e dell’estro creativo di architetti, interior designer, garden designer e tutti coloro che dopo lunghi e sapienti studi applicano il loro know how alla creazione di oggetti unici. Con i tempi moderni, troviamo varie declinazioni di design, ma soprattutto applicato ai più svariati contesti: dalle architetture, ai mobili, ai suppellettili.Prima dell’introduzione e l’affermazione moderna del termine, il design identificava solo un contesto circoscritto di interventi; infatti, era tutto ciò che si poteva ricondurre all’arte della decorazione, che veniva distinta dall’arte dell’architettura vera e propria perché non andava a modificare le strutture portanti degli edifici, bensì si occupava sia degli abbellimenti interni ed esterni che degli arredamenti veri e propri.Se nel resto del mondo, il design viene associato, a grandi linee, alla Rivoluzione industriale, in Italia la sua affermazione è sicuramente più tardiva. Basti pensare, che alle soglie del 1860 l’Italia era ancora un paese prettamente agricolo e arretrato, in quanto contraddistinta da un’elevata frammentarietà sia a livello geografico che politico.Il design di oggi, richiede grandi abilità, è per questo che è diventato un’attività assai difficile da eseguire. Non è più possibile, infatti, pensare al design come ad una disciplina autonoma, isolata, senza pensare all’insieme delle difficoltà che essa solleva, ed alle diverse competenze che essa richiede. Basta pensare alla creazione di un mobile, esso deve essere, contemporaneamente bello ma anche funzionale, pratico. Ecco, che insieme agli elementi estetico-decorativi intervengono abilità di tipo architettonico. Come suggerisce Il termine “design” ha origini lontane. Seppur, a prima vista, potrebbe sembrare una parola che non appartiene alla lingua italiana, bensì più associabile ad origini anglosassoni, è bene sfatare questa convinzione. Tale parola, infatti, ha derivazione latina, da “signum” che corrisponde all’italiano “segno”; così, dal punto di vista della radice etimologica la parola design significa “disegno”. Eppure, tale termine ha assunto un significato internazionale che va ben oltre la sua etimologia. Il design di oggi, si avvale delle più avanzate tecnologie, combinate con la sapiente arte del “saper fare” e dell’estro creativo di architetti, interior designer, garden designer e tutti coloro che dopo lunghi e sapienti studi applicano il loro know how alla creazione di oggetti unici. Con i tempi moderni, troviamo varie declinazioni di design, ma soprattutto applicato ai più svariati contesti: dalle architetture, ai mobili, ai suppellettili.Prima dell’introduzione e l’affermazione moderna del termine, il design identificava solo un contesto circoscritto di interventi; infatti, era tutto ciò che si poteva ricondurre all’arte della decorazione, che veniva distinta dall’arte dell’architettura vera e propria perché non andava a modificare le strutture portanti degli edifici, bensì si occupava sia degli abbellimenti interni ed esterni che degli arredamenti veri e propri.Se nel resto del mondo, il design viene associato, a grandi linee, alla Rivoluzione industriale, in Italia la sua affermazione è sicuramente più tardiva. Basti pensare, che alle soglie del 1860 l’Italia era ancora un paese prettamente agricolo e arretrato, in quanto contraddistinta da un’elevata frammentarietà sia a livello geografico che politico.Il design di oggi, richiede grandi abilità, è per questo che è diventato un’attività assai difficile da eseguire. Non è più possibile, infatti, pensare al design come ad una disciplina autonoma, isolata, senza pensare all’insieme delle difficoltà che essa solleva, ed alle diverse competenze che essa richiede. Basta pensare alla creazione di un mobile, esso deve essere, contemporaneamente bello ma anche funzionale, pratico. Ecco, che insieme agli elementi estetico-decorativi intervengono abilità di tipo architettonico. Come suggerisce V. Flusser, in Filosofia del Design, potremo, quasi, paragonare il designer a “qualcuno dotato di un’anima con due occhi che riesce a guardare all’eternità e alle sue forme e contemporaneamente riesce a tradurre e a manipolare qui e ora quelle forme, magari con l’aiuto di macchine o di robot”.L’essenza e l’obiettivo del design è dunque, realizzare qualcosa di unico ed originale, capace di rappresentare la realtà mobile, dei nostri giorni, in materia tangibile.Chi sceglie arredi di design, che possono spaziare da un tavolo, ad un armadio, un divano o un letto, ricerca pertanto funzionalità, bellezza ma anche comodità ed originalità. Un mix che permetta di contraddistinguere gli spazi abitati, dall’anonimato dell’essere.
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