Ancora un anno: è grazie alla legge “salva Italia” che rimarrà valido per tutto il 2012 il provvedimento, nato con la finanziaria 2008, che offre agevolazioni fiscali a chi voglia acquistare una caldaia a condensazione. Dal 2013, invece, cambierà tutto. La legge vigente premia la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare: rientra fra gli interventi soggetti a tale norma la sostituzione della vecchia caldaia con una ad alto rendimento o “a condensazione”, capace cioè di far “condensare” i fumi al suo interno sfruttando al meglio il combustibile, recuperando in tal modo energia che altrimenti verrebbe dispersa nell’ambiente. Il risparmio, energetico ed economico, è notevole: si tratta della tecnologia più avanzata attualmente disponibile nel campo delle caldaie, capace, in tempi di crisi, di giovare all’ambiente e al portafogli. A tale risparmio si aggiungono le agevolazioni fiscali previste dalla normativa: è possibile infatti detrarre il 55% delle spese sostenute entro l’anno dall’imposta sul reddito delle persone (Irpef) o delle società (Ires), per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. La norma prevede una cifra massima detraibile pari a trentamila euro, che corrisponde ad una spesa totale superiore ai cinquantaquattromila euro euro, e che potrà essere suddivisa in quote annuali di pari importo per dieci anni. Il tetto massimo è quindi largamente superiore al costo della sostituzione e dell’acquisto di una caldaia, sia pure la più costosa ed accessoriata. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti, residenti e non, che possiedano o abitino, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. Anche gli inquilini, o coloro che detengono un immobile in comodato, o i parenti conviventi del proprietario che si accollino le spese dell’intervento sono possibili beneficiari. Oltre alle cosiddette “persone fisiche” possono usufruire delle agevolazioni anche società, associazioni, condomini o enti pubblici e privati. Unica limitazione: non è possibile cumulare la detrazione di imposta del cinquantacinque per cento con altri benefici fiscali, per gli stessi interventi sull’edificio. Puntuale e rigorosa dovrà essere la documentazione presentata dal contribuente per richiedere l’incentivo: è necessario procurarsi l’asseverazione di un tecnico qualificato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti previsti dalla legge. Al medesimo tecnico abilitato spetta la compilazione dell’attestato di certificazione/qualificazione energetica e di una scheda informativa, su modello fornito dall’agenzia delle entrate. Occorre inoltre produrre e conservare, ça va sans dire, la fatturazione di prodotti, lavori edili e consulenze professionali. Chi ha intenzione di fare un piccolo investimento di riqualificazione energetica può dunque approfittare dei pochi mesi rimasti: l’agenzia delle entrate annuncia che dal 2013 la normativa cambierà. In linea con i tagli previsti dal governo, gli incentivi vigenti saranno infatti sospesi: il contribuente potrà usufruire soltanto della detrazione fiscale del trentasei per cento, già prevista per le spese di ristrutturazione edilizia.Attenzione! Visti i continui aggiornamenti della normativa in materia questo articolo è da considerarsi solo come panoramica delle varie possibilità di incentivo e risparmio offerte dalla legge. Per un informazione più aggiornata e precisa fare riferimento sempre agli organi ufficiali.
A questo punto potrebbe sorgere spontanea la domanda: come funziona…
Sanitrit, marchio SFA ITALIA SpA leader nel settore trituratori e…
Your email address will not be published.
Δ