Si è svolto martedì, all’Hotel Principe di Savoia di Milano, “Internet Motors”, evento dedicato al mondo internet applicato al settore automotive e promosso da società specializzate da anni in questo ambito.La giornata ha visto la partecipazione di oltre 720 iscritti, tra dealer, OEM, e, in generale, addetti ai lavori della filiera automobilistica, e ha ospitato gli interventi di numerosi speaker d’eccezione: sul palco della sala si sono alternati Tommaso Bortolomiol (Quintegia), Luca Andreose (sophus3), Marco Marlia (DriveK), Vincenzo Bozzo (Autoscout24), Fabio Galetto (Google), Alessandro Lago (OmniAuto), Marilda Qerimi (Automobile.it) e Mattew Watkins (WatkinsMedia) che hanno affrontato numerosi temi caldi legati al rapporto tra internet e automotive. Gli interventi hanno spaziato dai cambiamenti vissuti dal sistema distributivo in questo periodo di crisi, all’analisi del traffico dei siti ufficiali automotive in Italia, dalla necessità di adattare il mix pubblicitario alle nuove abitudini dei consumatori, alle cosiddette “video e mobile strategy”, diventate asset fondamentali per conquistare i clienti. E ancora, dal Lead (ovvero la richiesta di contatto attraverso internet) come elemento centrale per il marketing automotive, all’importanza informativa del web utilizzato da un numero sempre crescente di “automobilisti navigatori”, dal bisogno di espandere i confini del business a livello europeo attraverso i portali di annunci e di sfruttare le potenzialità della piattaforma “Mobile”, all’importanza dell’esempio fornito da un mercato, quello americano, che ha superato la crisi e da tempo utilizza il web come risorsa fondamentale per la vendita delle vetture. In particolare, un focus importante ha riguardato il necessario cambiamento dell’approccio al cliente. Un cliente che oggi, senza alcun dubbio, ha abitudini d’acquisto diverse rispetto solo a dieci anni fa, proprio perché naviga su internet tutti i giorni (la media mensile dei visitatori unici sui siti dei car manufacturer, nel 2011, è stata di 5,4 milioni) e, di conseguenza, arriva in concessionaria già preparato, eliminando così di fatto il tradizionale “gap informativo” tra venditore e acquirente. Tutto questo determina un dato di fatto: le case e i dealer hanno bisogno di soluzioni ben precise, quali il ricorso a un marketing e a una comunicazione pubblicitaria innovativi e veicolati attraverso il web, e un maggiore spazio da dedicare all’usato (comparto che attualmente in Italia occupa solamente il 7% della redditività totale) e post-vendita, due ambiti che nel nostro Paese potrebbero rappresentare leve fondamentali per uscire dalla crisi. In definitiva, il web, che oggi nel nostro Paese è ancora poco utilizzato da dealer e OEM rispetto a quanto accade, ad esempio, negli Stati Uniti, può rivelarsi una risorsa importantissima, proprio perché è un potentissimo canale di raccolta di informazioni su potenziali clienti e richieste d’acquisto.
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