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La vita dietro le sbarre: le donne del carcere di Sollicciano.

La vita dietro le sbarre: le donne del carcere di Sollicciano, si raccontano nelle aule dell’Università di Firenze.

Nel corso dell’evento sarà presentato il libro “Alice nelpaese delle domandine”,
a cura di Monica Sarsini, con la testimonianza di alcune detenute del carcere di Firenze.

Lunedì 20 Maggio 2013, ore 15,00, Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Scienze della Formazione ( via Laura, 48- Firenze, aula 6, primo piano).

Un gruppo di studentesse del corso di Laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, dell’Università di Firenze, a conclusione di un progetto nato all’interno del Laboratorio di
Strategia Comunicativa tenuto dal prof. Gianluca Torrini, organizza un incontro che avrà come protagoniste alcune detenute del carcere di Sollicciano, autrici del libro “Alice nel paese delle domandine. Racconti delle detenute di Sollicciano, ed. Le Lettere 2011”, curato da Monica Sarsini.

L’evento, aperto al pubblico, offrirà la possibilità di un incontro diretto con le detenute che leggeranno estratti del libro e affronteranno temi concreti della vita dietro le sbarre, come il cibo, i colloqui, il rapporto con i figli e altri argomenti particolarmente rilevanti.

Oltre ad alcune donne detenute del carcere, saranno presenti anche Monica Sarsini, curatrice del libro e responsabile del Laboratorio di Scrittura Creativa nella sezione femminile del carcere di Solliciano, Maria Pia Marchese, presidente della scuola di Studi Umanistici e della Formazione di Firenze, Giovanna Del Gobbo, decente di Teorie dei Processi Comunicativi e Formativi, Luca Toschi, direttore Communication Strategies Lab, Gianluca Torrini, docente del Laboratorio di Strategie Comunicative.
Descrizione del libro: Sono detenuta nel carcere di Sollicciano insieme ad altre 130 donne e 5 fra bambini e bambine dai tre mesi ai tre anni. Io parlo con tutte queste donne e la loro voce e i loro gesti insicuri o arroganti, dolci o prepotenti, mi fanno immaginare il percorso che hanno fatto per arrivare qui. Donne dall’andatura sicura o indecisa, ricurve su se stesse per difendersi, oppure spavalde, che camminano guardando in terra o dallo sguardo rivolto lontano. Che parlano sempre, che urlano, altre che sono silenziose. Donne dimenticate, donne attese fuori dal cancello, che amano e non sono amate, che sono amate e che non amano. Donne che litigano, che si rispettano, che si vogliono bene. E io sono qui, seduta nel grande giardino al centro del carcere, c’è l’erba di ogni tipo, a foglie larghe o strette e tante margherite, fiori di campo gialli, celesti e piccoli violacei. Alzo lo sguardo e vedo le vecchie e squallide mura alte che mi circondano, ma non importa, all’interno del carcere c’è la vita, con tutte le sue bellissime forme. E ci sono io, felice di avere due bambini bellissimi, triste e colpevole, orgogliosa di essere la donna che una esperienza tragica mi ha fatto diventare.

Contatti:
[email protected]
Naike Monique Borgo 3407266267
Giulia Tosana 3331732069

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