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Una festa per gli “angeli” del Presidente Guerreschi

Il 25 novembre il convegno per la “Giornata internazionale contro l’abuso delle donne” sarà l’occasione per la Presidente e l’associazione tutta ringraziare i suoi “angeli”.
Il presidente Guerreschi, Bo PhD è stata in passato vittima di violenze di genere, la sua rinascita la deve all’operato delle forze dell’ordine che cono il loro operato sono riuscite a far rinascere la fiducia e la voglia di vivere in una donna che per anni ha dovuto vivere blindata.
A fronte del suo passato la dr. Guerreschi ha dato vita ad un’associazione la “bon’t worry – noi possiamo” con lo scopo di aiutare le vittime di violenze con azioni concrete sostegno psicologigico, legale e lì dove la situazione lo richiede l’estrazione delle ragazze in pericolo perchè come recita il sottotitolo del suo ultimo libro Bo(H) non serce morire per essere ascoltate.
Al convegno l’associazione è lieta di annunciare l’elezione a soci onorari di alcuni esponenti dell’arma dei Carabinieri che in passato hanno salvato la vita della Presidente dell’associazione. Verranno inoltre consegnate targhe di ringraziamento per il loro operato a alte cariche dell’arma dei Carabinieri tra le quali:

  • Cav. Gen. Tullio del Sette
  • Gen. D. Dr. Ciro D’Angelo
  • Gen. C. A. Dr. Vincenzo Coppola
  • Col. Dr. Canio Giuseppe La Gala

Le forze dell’ordine Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza giocano nella lotta alla violenza sulle donne un ruolo fondamentale.
L’associazione bon’t worry onlus, nasce per la volontà concreta di voler aiutare le donne e i bambini che subiscono violenze. “Concretamente” si intende poter realmente aiutare con professionisti scelti di varie specializzazioni unendo la possibilità di avere una casa dove poter vivere, o rinascere al termine del tunnel. “Volontà” intende poter avere capitali da investire direttamente per una gestione con risultati reali e tangibili. L’economia attuata dalla maggior parte dell’occidente contempla un investimento di capitale posto in una ricchezza posizionata in predominante con interessi di varie derivazioni de­nita “ORDINARIA”.
Tale singola applicazione non avrebbe mai portato ad un realizzo di ricchezza e di patrimonio, di risorse umane e di sviluppo sociale ed economico costante. L’economia stretta solo dal potere economico ­ttizio, incardinato nei segmenti della crisi con l’ascia di “guerra” dichiarata dai poteri di gestione, avrebbe solo potuto portare debiti e impoverimento sociale. “Il ritorno deve procurare una continuità della macchina economica e di sviluppo di tutta la struttura, includendo in essa anche le risorse umane e sociali”, intese come ­ducia tra individui di una economia, talento, ingegnosità e meriti, mentre nell’analisi economica tradizionale il capitale individuale è de­nito semplicemente “lavoro”, senza alcun “obbligo“ (elemento sostanziale e basilare per gli obiettivi stessi dell’associazione). L’analisi degli obiettivi principali decisi dall’associazione pongono l’accento sul bisogno di applicare l’aspetto ­nanziario verso l’occorrenza della comunità nei Paesi dove l’associazione è e sarà presente, rispettando i propri valori. La strumentazione economica di una Finanza “mista” consente di sviluppare un progetto economico/Finanziario di nuova generazione (divieti di interessi sui prestiti -, divieto di qualsiasi forma applicata al carry-trade o leva ­nanziaria) posizionandosi invece sulla base determinata in obblighi di investimenti socialmente responsabili. In sintesi, tutti gli investitori sia sotto-forma di banche o privati, parteciperanno direttamente in percentuale nel consiglio di amministrazione tutelando la Finanza Etica e rispettando i valori sociali e della comunità. La Holding gestirà in percentuale maggiore con l’Associazione / Fondazione (US) ( garantendo il 100% del controllo) la società che gestirà ogni singola attività avrà la responsabilità di ?usso di capitale da rinvestire con obbligo sociale e sarà responsabile dello sviluppo diretto dei vari settori. Tale applicazione apporterà nuovi posti di lavoro, Finanza ecosostenibile, riscoperta della ricchezza degli artigiani diversi per ogni territorio, alimentazione naturale sulla base del “ KM 0”, consentendo il ritorno dell’economia agricola e strutturale di ogni singolo territorio di sviluppo in forma diversi­cata.

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