Domenica scorsa, nella città capitolina, si è svolta la riunione programmatica dei vertici di Federcontribuenti: nell’ordine del giorno, oltre alla programmazione dell’evento del 16 giugno prossimo a Roma, anche il documento oggi approdato alla Camera. La riunione, aperta al pubblico, in una sorta di assemblea partecipativa, è stata molto calda come caldi i temi trattati. Il dibattimento tra le diverse compagini presenti è culminata in risoluzioni collettive. Le sigle aderenti: Federcontribuenti, Avis – AntiEquitalia, Associazione Radici, Ass. Cittadino Nuovo, Confcontribuenti, Movimento dei Forconi. L’evento si svolgerà a Roma, il 16 giugno prossimo davanti a Montecitorio alle ore 14 e 30; si è scelto tale luogo e ora « affinchè, i deputati di passaggio, possano vedere, negli occhi, le vittime da loro dimenticate. Le vittime dell’agenzia di Stato per la riscossione, Equitalia». Nel testo di Federcontribuenti, approdato alla Camera e passato con voto unanime, finisce sotto accusa il fine dell’agenzia di riscossione più temuta della Nazione: «Lo scopo dell’agenzia, – dice Finocchiaro, presidente della Federcontribuenti – doveva essere quello di realizzare una maggiore equità fiscale, invece, da mesi si registra un accanimento contro i contribuenti italiani». Da uno studio effettuato dalla Federcontribuenti, almeno il 40% di coloro che hanno aderito alla rateizzazione, circa 1.100.000 contribuenti, sta riscontrando forti difficoltà nel potervi adempiere: questo perchè il limite delle 72 rate non permette di rateizzare secondo le disponibilità economiche di ogni contribuente.Certo, Equitalia, ha già approntato nuovi strumenti per prolungare le dilazioni, ma, bisogna dimostrare che la propria situazione economica è peggiorata. Questa misura non basta a tutelare le 6.000.000 di famiglie e le 1.500.000 di imprese coinvolte e raggiunte da misure cautelari di Equitalia. Federcontribuenti lancia un appello perchè, a fine 2011, potrebbero venire messi all’asta oltre 20.000 immobili di imprese e contribuenti morosi; parliamo di famiglie italiane, spesso con una sola casa di proprietà. Le ipoteche immobiliari, i pignoramenti di stipendi e conti correnti bancari, i fermi amministrativi (le cosiddette «ganasce fiscali»), finiscono spesso per penalizzare anche quei contribuenti che sono incolpevolmente morosi, non distinguendo cioè tra evasori e cittadini onesti in difficoltà, che si trovano a perdere la casa ipotecata o a chiudere le proprie attività. Si tratta di un fenomeno che interessa milioni di cittadini italiani che vengono ulteriormente penalizzati ed esasperati dalle citate procedure vessatorie, oltretutto praticate con interessi moratori troppo elevati (oltre il 35 per cento annuo, più aggi, compensi, interessi e sanzioni). Le procedure esecutive attuate da Equitalia, inoltre, determinano gravi conseguenze per mancanza di normative: ad esempio, per i veicoli soggetti a fermo amministrativo, oltre al sequestro del veicolo si sommano, costo ingente per lo sblocco e diritto di rivalsa delle compagnie di assicurazione in caso di sinistro. Per gli immobili: iscrizioni di ipoteche con costi elevati per le cancellazioni, procedure di pignoramento, vendita all’asta e sfratto e la consequenziale dichiarazione di non bancabilità delle aziende o soggetti colpiti, determinando il sicuro fallimento delle società.Equitalia è diventata una emergenza sociale con gravi ripercussioni sull’occupazione e sui redditi delle famiglie, con conseguenze disastrose per l’economia nazionale. Per questo, Federcontribuenti, attraverso questo testo intende impegnare il Governo nel promuovere: ristrutturazione dei debiti tributari, in maniera da conciliare l’esigenza di perseguire la lotta all’elusione e all’evasione fiscale con la possibilità di rendere sostenibile il pagamento delle imposte e delle tasse arretrate. Concedere una moratoria di almeno un anno per gli importi riscossi da Equitalia per le imprese e le famiglie con obiettive difficoltà economiche dovute alla crisi congiunturale, e che, per tanto, non possono essere considerate per definizione «evasori». Una riduzione degli interessi delle sanzioni, un aumento del numero delle rate concesse nelle rateizzazioni da Equitalia in base al reddito di ognuno. Un fondo di garanzia che intervenga a sostegno delle imprese che sono in situazione di obiettiva difficoltà e che si troverebbero costrette a licenziare i dipendenti e a fallire. Adozione di normative volte a utilizzare sui territori regionali i profitti, rappresentati da sanzioni ed interessi, che Equitalia matura dalla riscossione dei tributi insoluti (in Piemonte corrispondono annualmente a circa 100 milioni di euro, in Lombardia a circa 200 milioni, in Veneto a circa 120 milioni), e a destinare tali somme alla creazione di fondi di sostentamento per famiglie e lavoratori autonomi in difficoltà. Adesso, con la mozione passata alla Camera si procederà alla stesura di un testo di legge che metta in pratica i punti votati.
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