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Centrale del Latte, Coldiretti occupa la sede.

Stanotte, verso le 3, i romani che abitano nei pressi della
Centrale del Latte, oltre all’afa, avranno forse sentito i rumori dei
manifestanti del sit-in pacifico di Coldiretti.

Motivo? Sono più di 300 gli allevatori che si scagliano
contro Assolatte e la
Centrale per il fatto di aver ostacolato l’intesa riguardo al
prezzo del latte fresco al tavolo regionale per le trattative. La loro
disponibilità e quella di altre industrie di settore è stata ignorata a favore
della parte che, secondo Coldiretti, mantiene il monopolio del latte. Per tutti
i produttori che hanno solo costi superiori ai ricavi è uno smacco che non
possono tollerare.

 

È la seconda volta in un mese che i cancelli della
Centrale vengono presi di mira dagli associati che dicono di non essere presi
in minima considerazione durante le trattative. La situazione è difficile per
le problematiche inerenti ai forti costi, alla produzione che per motivi
interenti alle quote latte e al prezzo fisso non è sempre conveniente
sostenere.

Bestiame, lavorazione, adempimenti
controllo alimentare, commercializzazione: sono tanti gli oneri e le spese
per questi piccoli allevatori che chiedono giustizia o quantomeno rispetto. Il
rischio di chiudere l’attività è forte e anche la rabbia di non riuscire ad
andare avanti nel proprio lavoro, fatto
magari da decenni con passione e attenzione per la qualità e la sicurezza
alimentare dei cittadini
.

 

Anche il discorso della territorialità è forte, visto che
le aziende laziali cercano di salvaguardare la genuinità del latte locale a
prezzi sostenibili per i consumatori. L’aumento richiesto non è gravoso, in
quanto si tratterebbe di 35.7 centesimi per litro in modo da sopravvivere
contro i 10 centesimi del latte della Centrale che, nella vendita al dettaglio
è arrivato fino a 1.59 euro per litro. Una forte mancanza di proporzione tra i
diversi contraenti.

 

Si sono arroccati su posizioni, quindi, che hanno un fondo
di verità forte, e che è stato riconosciuto dalle autorità che hanno voluto
riaprire il tavolo e la trattativa sul prezzo del latte. Ai politici spetta ora
cercare un punto di mediazione tra le aspettative dei piccoli produttori e le posizioni
chiuse della Centrale. Il prossimo 27 luglio, infatti, ci sarà un nuovo
incontro che si spera non sia il primo di una lunga serie. La Coldiretti ha già
annunciato che non si fermerà fin quando la situazione non sarà sbloccata del
tutto e si otterranno delle condizioni accettabili.

 

Non può certo scomparire un fondamentale anello di
produzione nell’economia agricola del Lazio, garanzia di genuinità e di una
produzione tutta locale, molto attiva e… agguerrita.

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