Innanzitutto, Forex deriva da Foreign Exchange Market ed altro non è che il mercato delle valute: fare affari (o trading) in questo mercato significa riuscire a speculare sui tassi di cambio, che come sappiamo dalle generiche notizie economiche presenti oramai in tutti i telegiornali, sono estremamente fluttuanti. Facendo un esempio molto semplice: se noi cambiamo 100 euro in dollari ad un tasso di cambio in cui un dollaro vale 80 centesimi di euro, otterremo 125 dollari; se qualche ora dopo, il valore del dollaro avrà subito un rialzo, poniamo passando al tasso di cambio di 85 centesimi di euro, potremo cambiare nuovamente i dollari in euro, ottenendo 106,25 euro e così spuntando un guadagno pari a 6,25 euro. Detto così, sembra molto semplice, in realtà il Forex trading non è per tutti: innanzitutto perché le oscillazioni dei tassi di cambio non dipendono dai privati investitori, ma dalle grandi banche.Questo implica che il mercato ha certamente una propria logica, tale da poterne prevedere l’andamento, ma tale capacità si sviluppa solo dopo molti mesi di esperienza diretta.In secondo luogo, la difficoltà di muoversi in questo mondo è data dal fatto che non necessariamente si guadagna da cambi “bidirezionali” (come nel facile esempio citato sopra: euro/dollaro e dollaro/euro), ma spesso il guadagno di ottiene da triangolazioni o commistioni ancora più complicate. Se volete cimentarvi in questo mercato così particolare, è necessario affidarsi ad un esperto, che può essere un dipendente della vostra banca (che sempre più spesso propone il Forex come forma di investimento) oppure un privato che, a seguito della frequenza di corsi di specializzazione ha le conoscenze sufficienti per muoversi in questo mondo.Vediamo le tipologie di transazioni più note: si tratta sempre di operazioni alle quali è connaturato un certo tipo di rischio, per cui bisogna sempre considerare che, se è vero che si può guadagnare, è altrettanto possibile che si possa perdere (e questo profilo vi deve essere chiaramente illustrato dal vostro intermediario di riferimento). La prima è certamente la Forward transaction, in cui le parti si accordano per fare avvenire la transazione ad una certa data, con un tasso predeterminato al momento del contratto: ovvio che, se in quel preciso momento storico, il tasso di cambio sarà più alto di quello concordato, il compratore ci guadagnerà; se, invece, sarà più basso, sarà il venditore a guadagnarci.Altro tipo di operazione è la transazione Futures, in cui si segue il meccanismo Forward, ma gli importi dell’investimento e le scadenze dello stesso sono standard (la scadenza è di solito pari a tre mesi) e non possono essere derogate dalle parti. Una terza categoria di operazioni sono le cosiddette Swap, in cui le parti si scambiano delle valute e si impegnano ad invertire la transazione in una data futura: per la personalizzazione di tali operazioni, le stesse avvengono tra privati e non nel mercato istituzionale.Ultima tipologia di operazione è la Spot, in cui il termine temporale dell’operazione è molto più stretto, pari a due giorni. Se quindi, decidete di cimentarvi in questa forma di investimento, ricordate di affidarvi ad un professionista serio, che vi illustri chiaramente caratteristiche e rischi di ogni singola operazione e che non vincoli il vostro denaro per troppo tempo.
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