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Gusti alimentari degli italiani: gli Ogm non piacciono!

La
legge europea sembra essere passata, ma nel bel paese saranno veramente in
pochi ad essere d’accordo. Si parla di Ogm, organismi geneticamente modificati
che possono arrivare sulle nostre tavole indisturbati, quando già non ci sono e
neanche ce ne accorgiamo! Mentre fino a poco fa era vietata l’entrata di
alimenti e prodotti contenenti Ogm, ora la Commissione Europea
ha deciso che ogni paese può autorizzare o meno l’utilizzo di questi organismi
nella coltivazione. Sicuramente le pressioni da parte dei grandi colossi
alimentari saranno state molte e incalzanti, ma per fortuna c’è la discrezione
data ad ogni paese per l’applicazione o meno della normativa.

In
Italia, si sa, l’attenzione al cibo e alla sua genuinità è molto forte. Oltre ad
essere un vanto nazionale, la nostra cucina tipica si basa proprio sulla
mancanza di sostanze nocive e sull’estrema salubrità della dieta mediterranea e
dei prodotti locali di ogni regione.

Come
pensare che possano essere introdotti degli organismi geneticamente modificati
senza che la popolazione non se ne lamenti? E, in effetti, la prima reazione è
stata difensiva.

Un
altro livello, logicamente, è quello che riguarda i produttori, i coltivatori o
coloro che manipolano gli alimenti nell’industria alimentare o nella produzione
artigianale (pasticcerie, pizzerie, ristoranti, etc.).

Qui
la situazione è più complessa perché molti prodotti potrebbero provenire da
altri paesi e quindi essere già stati coltivati con Ogm o possederne
all’interno. La legge è molto chiara in proposito sulla rintracciabilità dei
prodotti utilizzati e il manuale di autocontrollo HACCP, di cui si devono
dotare tutte le imprese del settore alimentare, è un caposaldo per chiunque
lavori col cibo.

In
effetti, però, da alcuni controlli è emerso che spesso gli adempimenti HACCP
non vengono effettuati e la vigilanza deve essere stretta in questo senso,
anche per garantire che la filiera dei prodotti non subisca danni. In più,
alcuni imprenditori si possono trovare in difficoltà nel reperire le
informazioni necessarie a garantire l’assenza di Ogm, nel compilare il manuale
di autocontrollo e nella valutazione dei rischi. Insomma, ci sarà la necessità
di vigilare, informarsi sull’evoluzione della normativa e magari ricorrere ad
una consulenza HACCP.

 

Rintracciare
la provenienza delle materie prime e indicarle sulle etichette o menu è
fondamentale per garantire al consumatore il rispetto della propria volontà di
assimilare cibo con o senza sostanze specifiche, tipo gli Ogm.

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