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La crisi del Portogallo sul mercato del Forex

Come promesso, questa settimana è stata decisiva per l’accordo quasi definitivo tra Portogallo e la premiata ditta salvataggi e prestiti a caro prezzo Ue-Fmi, con il supporto – critico e sempre poco convinto – della Bce. Il Portogallo, per evitare la bancarotta, dovrà dunque accedere ai finanziamenti internazionali per un piano di aiuti triennale dall’ammontare complessivo di circa 78 miliardi di euro. L’annuncio è stato fatto dal primo ministro dimissionario, Jose Socrates, che ha precisato le contropartite richieste dai finanziatori, sottolineando come non ci siano riduzioni degli stipendi dei dipendenti pubblici né delle pensioni minime e nemmeno privatizzazioni come quella di cui si parlava da tempo, cioè della banca Caixa Geral de Depositos. Quanto costerà il finanziamento al Portogallo, ancora non è dato saperlo. Di sicuro però, i paesi emergenti più importanti, il cosiddetto Bric, non sembra intenzionato a farla passare liscia all’Europa, e intende impuntarsi per ottenere come contropartita per il contributo del Fondo Monetario Internazionale (circa un terzo dei finanziamenti), una ristrutturazione del debito sovrano di Lisbona. E probabilmente la ristrutturazione sarà chiesta anche ad Atene, viste le recenti aperture al riguardo della Germania di Merkel. Insomma, qualcuno dovrà pagare per rendere più solvibili i paesi che il Fmi intende finanziare, e né Brasile, né la Cina o l’India o la Russia intendono rendere la cosa semplice come in passato, anzi. Lisbona, comunque, assicura che vuole fare bene i compiti a casa. L’obiettivo del piano di salvataggio è un deficit al 5,9% del Pil nel 2011, al 4,5% nel 2012 e al 3,0% nel 2013. L’approvazione del piano da parte dell’Ecofin avverrà comunque il prossimo17 maggio. Sempre che i Veri Finlandesi non si mettano di traverso anche loro. Resta sullo sfondo l’Irlanda, e si parla di meno di Spagna e Belgio. Ma si tratta di questioni in sospeso, e non risolte. Tra i dati macro di ieri da segnalare , sicuramente abbiamo i prezzi alla produzione in Eurozona, usciti un pochino superiori alle attese, mentre il Pmi manifatturiero britannico di aprile ha deluso le aspettative. Bene invece gli ordini industriali in Usa a marzo, con un +3,0% che doppia le attese degli analisti. Infine, per Eurostat il tasso di risparmio delle famiglie nella Zona Euro è calato nel quarto trimestre 2010 al 13,4% dal 13,6% del trimestre precedente. Si tratta del tasso più basso dal primo trimestre 2006. Per ciò che concerne l’analisi tecnica sul Forex, supporto statico a quota 1.4775 per l’Eurusd che in mattinata recupera e torna verso 1.4820. è evidente che i mercati avrebbero bisogno di qualcosa di più concreto per avviare una correzione pro-dollaro. E qualcosa potrebbe effettivamente giungere a breve. In alternativa, gli operatori restano in scia all’uptrend attuale. I dati macro attesi per oggi sono il Pmi del settore servizi in Germania ed in Eurozona, mentre in Uk avremo l’offerta monetaria, le approvazioni di mutui e il Pmi del comparto edile. Sempre in Eurolandia verranno pubblicati i dati relativi alle vendite al dettaglio di marzo. In Usa avremo invece il report occupazionale Adp e l’Ism servizi di aprile.

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