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Le ultime dichiarazioni di John Donahoe, CEO di eBay e Paypal

Sembra ormai sempre più certa l’integrazione tra eBay e Bitcoin tramite Paypal (www.forexfacile.it) Il CEO di eBay ha per l’ennesima volta fatto dichiarazioni in favore dell’introduzione della funzione di pagare con i bitcoins dentro ai nostri wallet. Mr. Donahoe ha dichiarato di possedere bitocons ma di essere interessato più alla “questione tecnica che economica”. Attualmente il pagamento con Bitcoin su eBay è permesso solo per la sezione annunci e solo in alcuni Paesi come la Gran Bretagna. Di fatto si prevede un’operazione molto lenta.
Sicuramente il bitcoin stava passando un brutto periodo dopo la bolla con il conseguente fallimento in un mese dei 3 principali bitcoin exchengers nonostante il SEC abbia dichiarato il bitcoin come una proprietà e non come una moneta, in modo da renderlo tassabile e più regolamentato.
In più alcune voci davano al fantomatico creatore Satoshi Nakamoto in California ma sembra essere stato tutto smentito. Comunque sono molte le prove di una origine anglosassone per le note nel codice bitcoin core. Tutto questo dopo che ad inizio anno 2014 un altro brutto colpo per la nomea della critpo-valuta: L’AD di Bitlnstant.com Charlie Ghrem è stato arrestato a New York per aver favorito il traffico di droga su Silk Road riciclando Bitcoin sull’autostrada telematica della droga.
La procura di New York ha accusato Faiella e Ghrem, che conta tra i suoi investitori anche i fratelli Winkelvoss, di aver venduto illegalmente oltre un milione di dollari in Bitcoin, che a Bolzano possono essere utilizzati anche dal parrucchiere, favorendo così la vendita di droga su Silk Road, piattaforma che accetta solo pagamenti in moneta digitale. Secondo la procura, Ghrem era consapevole dell’utilizzo fatto dei Bitcoin da lui riciclati ma avrebbe deciso di non segnalare il fatto alle autorità. L’AD di Bitlnstant.com ora rischia fino a 30 anni di reclusione.
Considerando anche il ritorno a un mese dalla chiusura di Silk Road 2.0. Il Dipartimento di Giustizia americano lo aveva fatto chiudere un mese fa. Ora anonimi lo hanno rimesso in piedi con nuove misure di sicurezza. Due giorni fa Silk Road è tornato online promettendo una nuova, e leggermente migliorata, versione del black market della droga che era stato chiuso solo un mese fa.
Molto conosciuto dal sottobosco della rete, Silk Road utilizzava Tor e moneta Bitcoin per proteggere i suoi acquirenti. Ora le cose si fanno ancora più serie con il miglioramento della crittografia PGP come misura di protezione supplementare. A soli due giorni dal ritorno, sul sito c’erano già 500 annunci, che vanno dalla vendita di marijuana all’ecstasy, fino all’eroina.
Mercato nero, ma i soldi sono veri! Il sito ha anche una nuova pagina di login che è una parodia del bando di sequestro inserito dalla polizia al momento della chiusura. Resta il dubbio su chi ci sia dietro la rimessa online del portale. Il suo fondatore, conosciuto come Dread Pirate Roberts, ha twittato: “Non si può uccidere l’idea di Silk Road”, nonostante sia ancora agli arresti per l’attività illecita del sito. Sarebbero quindi i suoi collaboratori i fautori dell’idea; d’altra parte in un momento in cui la moneta virtuale gode di estrema popolarità, rimettere in piedi un sito che si basa sui Bitcoin ha il suo perché. La pensavano così anche i fondatori del portale Atlantis, anch’esso attivo nel mercato nero, i cui amministratori sono scappati via con i Bitcoin degli utenti, salvati nei conti aperti sul sito, lasciando detto che sarebbe andato offline “per motivi di sicurezza”. La sicurezza di essere lontani.

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