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Come raggiungere la prima pagina di Google

Croce e delizia di tutti i marketer, la Google prima pagina viene anche definita la miniera d’oro del web per i grandissimi vantaggi che riesce a dare a chi la raggiunge.
Ovviamente arrivare in Google prima pagina non basta se non si riescono a raggiungere le prime tre posizioni.
Ma come si fa a raggiungere questa agognata meta? La risposta è il SEO, ovvero quella scienza che si occupa dell’ottimizzazione di un sito o di un semplice articolo per i motori di ricerca.
Molteplici sono i fattori che contribuiscono a raggiungere l’obiettivo della Google prima pagina, dalla qualità dei contenuti proposti alla giusta presenza di key evidenziate nel sito o articolo, dall’utilizzo di file multimediali con relativa descrizione degli stessi all’uso di ancor test scelti in maniera adeguata, dalla presenza di link di rilievo al numero di back link che il sito o lo stesso articolo riescono a produrre (ovvero il numero di siti che segnalano l’articolo stesso che in questo modo acquista valore agli occhi degli spider di Google).
Un’ulteriore apporto lo danno i social media grazie ai loro tasti di share, like e gradimento che più volte saranno cliccati più daranno importanza all’elemento.
Non meno importanti, sono i commenti presenti nel sito o nel singolo post che segnaleranno a Google il grado di coinvolgimento generato.
Il tocco di grazia lo darà l’anzianità del sito che viene interpretato da Google come un elemento di affidabilità e quindi di garanzia di qualità. Più anziano sarà un sito, più Google darà valore ai suoi post o recensioni.
Google prima pagina quindi non è un obiettivo semplice da raggiungere, ma è un insieme di valori non semplici da assemblare che però con un po’ di esperienza possono essere amalgamati nel miglior modo possibile al fine di accorciare i tempi di indicizzazione.
Per quanto sofisticati, gli spider e gli algoritmi che determinano il valore dell’articolo e che quindi regalano la Google prima pagina sono sempre dei software che in qualche modo possono essere ingannati.
Gli inganni possono essere di vario tipo ma li distingueremo tra leciti ed illeciti (black SEO).
Qui non parleremo di Black seo, ma ci limiteremo a richiamare brevemente quei metodi che possono aiutare l’indicizzazione di un sito o di una pagina in modo lecito.
L’uso dei siti di Article Marketing, la segnalazione dei blog in siti appositi, l’iscrizione dei feed rss in siti che ripubblicano automaticamente gli articoli sono sicuramente tra i mezzi leciti più usati dai marketer per raggiungere il risultato di Google prima pagina.
L’esperienza e l’uso di appositi software potranno fare in modo di selezionare a priori quali siti saranno da utilizzare, ovvero quali siti restituiranno un link di valore alle proprie pagine.
I link infatti potranno essere fondamentalmente di due tipi, i link “nofollow” e quelli “dofollow” che sono gli unici link che alla fine interessano i marketer in quanto sono gli unici che danno punteggio di valore alle pagine.
Google prima pagina non è mai semplice da raggiungere, ma un buon SEO può sicuramente dare una grossa mano al proprio sito al fine di velocizzare il processo.

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