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La lettera di un tecnico della prevenzione infortuni ASL parla chiaro. Sarà pure un opinione liberamente espressa su un sito-testata quotidiano, ma è eloquente circa lo stato dell’applicazione delle norme varate nel Testo Unico della Sicurezza due anni fa (D.Lgs. 81/08). E, soprattutto, sulle prospettive di ispezione e prevenzione dei prossimi 5 anni.
In questo piccolo sfogo l’autore parla dei tanti infortuni che avvengono a Roma e del Lazio, delle irregolarità che si potrebbero prevenire, mentre spesso la visita al cantiere in questione diventa una macabra visita sulla scena del crimine. Quando, ovvero, la mancata applicazione delle norme ha provocato già danni.
Dalla sua esperienza, che la cronaca sembra confermare, l’assenza di sicurezza è sempre presente e l’irregolarità diventa la regola.
Da queste parole emerge la sempre più pressante esigenza di controlli, di preparazione dei lavoratori e di un’adeguata consulenza a Roma sulla sicurezza sul lavoro nelle questioni che più preoccupano e confondono i datori di lavoro.
Gli ispettori sono pochi (meno di 200 quelli per cantieri e sicurezza!) e non ne verranno assunti molti di più in futuro quando almeno il 20% andrà in pensione. La formazione dei nuovi tecnici, oltretutto, non sarebbe neanche così dispendiosa o impegnativa, ma evidentemente si rischia una diminuzione delle ispezioni, proprio ora che ce ne sarebbe bisogno.
Ora che la normativa si sta perfezionando ed è sempre più diffusa l’esigenza di valutare i rischi lavorativi, predisporre delle documentazioni per la prevenzione, etc. il Lazio, poi, rischia in particolar modo per il deficit sanitario che lo attanaglia e che potrebbe comportare una diminuzione dei fondi per gli ispettori ASL. Quando, invece il tetto auspicabile di ispezioni annuali dovrebbe raggiungere le 250.000. impossibile, a quanto sembra, visto l’organico, la disorganizzazione, i tempi per una corretta valutazione.
I rischi per la sicurezza dei lavoratori e situazioni irregolari rischiano di aumentare a dismisura, nonostante i tantissimi sforzi anche di imprese e istituti parificati per investire nella sicurezza. Una soluzione che il lettore consiglia è quella di investire i guadagni dalle sanzioni amministrative per assumere nuovi ispettori. Ne basterebbero anche un terzo per sanare la situazione mentre in realtà questi proventi non si capisce bene che fine abbiano fatto…
il ruolo dei sindacati? Anche qui il lettore si aspetta qualche risposta in più con maggiore intervento sui cantieri, compresi quelli piccoli, e con maggiori prospettive per i RLST (rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza territoriali). Sono i lavoratori stessi, infatti, i primi che devono comprendere fino in fondo i termini della sicurezza sul lavoro, della prevenzione e della propria tutela per poterli poi applicare di tutti i giorni.
Su questo punto, la normativa aiuta con la possibilità/obbligo dati a tutti i lavoratori dipendenti di frequentare i corsi per la sicurezza, per conoscere meglio la normativa e saperla applicare al momento giusto.
(Fonte: www.rassegna.it)
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