A Tivoli si è tenuta una convention di tre giorni, organizzata dall’INAIL, in cui si è affrontata la sicurezza in edilizia mirata perlopiù nel settore della sismologia, prendendo in esame quello che è accaduto a l’Aquila dopo 8 mesi dal terremoto.
Architetti e ingegneri INAIL si sono recati personalmente sul luogo del sisma per analizzare tutte le vecchie strutture che non sono state abbattute dal terremoto ma sono state messe in sicurezza, solo esternamente, grazie a puntellamenti e ponteggi mobili.
L’incontro ha voluto porre l’attenzione non solo sull’incolumità pubblica ma soprattutto sulla sicurezza sul lavoro di tutti gli operai coinvolti dopo il sisma, che ovviamente si sono trovati ad operare in zone di continuo pericolo, con crolli e cedimenti improvvisi di strutture di qualunque dimensione.
Gli esperti sono tutti concordi sul fatto che anche se l’evento sismico non è prevedibile, la questione principale è costruire abitazioni a prova di sisma, proprio perché il problema non è prevedere un sisma ma prevenire che esso distrugga le abitazioni dei cittadini coinvolti.
Un architetto presente al convegno ha dichiarato che in Italia circa l’80% degli edifici che dovrebbero ritenersi sicuri durante un sisma, non lo sono affatto! La motivazione principale è da ricercare nel fatto che la dichiarazione di zona sismica è avvenuta dopo l’edificazione delle abitazioni.Infatti tutti sono d’accordo sul fatto che la distruzione di l’Aquila e dei paesi limitrofi, è stata così grande perché le costruzioni non erano idonee alla zona in cui erano state edificate.In Giappone si hanno continui terremoti eppure non accade nulla di catastrofico da moltissimi anni perché lì le abitazioni e i palazzi vengono realizzati con sistemi antisismici super collaudati.
Bisogna anche aggiungere, però, che diverse abitazioni costruite appositamente per restare in piedi in caso di terremoto, sono comunque crollate, e una volta che ciò è accaduto si è potuto appurare che le modalità di costruzione erano altamente non a norma e non rispettavano per nulla le normali percentuali di materiali (ferro, cemento, sabbia) da utilizzare sia in caso di case antisismiche che non.
Questi tre giorni di Tivoli sono serviti a fare un primo passo verso la creazione di una strategia per mettere in sicurezza le zone italiane ritenute sismiche e tutti i lavoratori che si trovassero a lavorare sia prima che durante un terremoto. Questo è di fondamentale importanza in una nazione come la nostra che possiede vastissime aree ad interesse sismico, nelle quali sorgono tante costruzioni realizzate con metodologie assolutamente non efficaci a resistere anche al più piccolo dei terremoti italiani.
Tags: convegno sicurezza lavoro, inail, sicurezza lavoro, sicurezza sul lavoro
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