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Il Vaticano chiede gli stessi diritti dei rifugiati regolari per tutti gli immigrati

Il Vaticano chiede gli stessi diritti dei rifugiati regolari per tutti gli immigrati

ROMA (AP) – Il Vaticano afferma che tutti gli immigranti presenti in Italia dovrebbero avere le stesse protezioni legali dei rifugiati regolarizzati e afferma che i loro figli dovrebbero avere il diritto a certificati di nascita, istruzione e ricongiungimento con i genitori se separati.

IMMAGINE IN EVIDENZA: Un uomo usa una vecchia struttura del letto come stufa mentre cucina delle galline sulle molle del materasso circondate dai suoi compagni di casa, tutti migranti dalla Nigeria e dal Ghana, a Castel Volturno, vicino a Napoli, nell’Italia meridionale.

Sono conosciuti come “gli invisibili”, i migranti africani privi di documenti che, ancor prima dell’epidemia di coronavirus, hanno fatto precipitare l’Italia in tante polemiche e contrapposizioni in riferimento a braccianti, prostitute e contadini stagionali.
Il Vaticano ha comunicato, in data  Martedì 5 maggio 2020, che i migranti interni dovrebbero avere le stesse protezioni legali dei rifugiati regolari e afferma che i loro figli dovrebbero avere il diritto a certificati di nascita, istruzione e ricongiungimento con i genitori se separati.




05 maggio 2020 – Martedì il Vaticano ha pubblicato un opuscolo di linee guida pastorali per la cura degli sfollati interni – migranti che sono costretti a fuggire dalle loro case a causa di conflitti, catastrofi naturali o persecuzioni ma non attraversano i confini internazionali per cercare asilo altrove.
Si ritiene che oltre 40 milioni di persone siano sfollate all’interno dei propri paesi. Papa Francesco ha fatto della denuncia della condizione difficile dei rifugiati un segno distintivo del suo papato, chiedendo ai paesi di accogliere, proteggere, promuovere e integrare chiunque sia costretto a lasciare le proprie case. Le nuove linee guida applicano questo appello ai migranti interni e definiscono i modi in cui la Chiesa cattolica può aiutare attraverso la difesa, l’educazione, l’aiuto e l’assistenza spirituale.




Le linee guida prevedono che i migranti interni ricevano le stesse protezioni umanitarie sanzionate dalle Nazioni Unite dei rifugiati, rilevando che sono in gioco le stesse forze, i pericoli e le vulnerabilità. Dice che la chiesa dovrebbe chiedere il ricongiungimento familiare quando i bambini sono separati dai loro genitori.
Per evitare le nuove generazioni di bambini apolidi, chiede alla chiesa di spingere i governi a rilasciare certificati di nascita per i bambini di migranti interni e afferma che la chiesa stessa può intervenire per rilasciare le proprie forme di identificazione tramite documenti scolastici o certificati battesimali per i cattolici.

Il cardinale Michael Czerney, massimo consigliere di Papa Francesco sulla migrazione, ha presentato martedì le nuove linee guida, osservando che seguono quelle analoghe emanate per la cura pastorale dei rifugiati e delle vittime della tratta di esseri umani.

Amaya Valcárcel, coordinatrice internazionale del Servizio dei gesuiti per i rifugiati, ha affermato che il problema principale degli sfollati interni è la loro “invisibilità” e che i gruppi di aiuto esterno hanno spesso difficoltà a raggiungerli a causa delle restrizioni del governo sull’accesso all’interno dei propri confini.

FONTE: mail.com
IMMAGINI: apnews.com

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