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La famiglia della pubblicità
Matrimoni in netto calo, divorzi in aumento, crescita zero, crisi economica sempre più accentuata. Spread, bot, btp, cct, abc, nuove marche di insetticida per i nostri nonni, un incubo per il paese intero. La popolazione impazzita, travolta dallo tsunami della recessione, freneticamente naviga sui siti web alla ricerca del significato della parola default, salvo poi scoprire che significa “fallimento”. Ici no, Ici si, dopo Waka Waka e Loca Loca ecco un nuovo tormentone, solo che questo farà ballare solo il portafogli. Due terzi degli italiani sono stressati, la metà avrebbe bisogno dello psicologo e un terzo già ne fa uso. Complicato gestire il bilancio familiare, impresa ardua crescere un figlio. L’istruzione che si paga a peso (quello dei libri), un peso pagare l’istruzione. Eppure, secondo la pubblicità, la famiglia tipo italiana è composta da madre, padre e tre figli. Si alzano tutti i giorni alle 5 di mattina, (non potrebbe essere altrimenti), al più tardi alle 7(oltre sarebbe impossibile), tutti sorridenti, lavati, truccati e vestiti, seduti al tavolo per una colazione, tutti insieme appassionatamente: i bambini felicissimi di andare a scuola, il papà e la mamma indifferenti di finire in mezzo al traffico e al caos quotidiano.Le nostre case sembrano dei loculi, soggiorno con angolo cottura, camera da letto e bagnetto senza finestra. Il figlioletto della famiglia della pubblicità invece vuole fare la pupù nel bagno di Paolo, è profumato dice! Beato Paolo, ha un bagno tutto suo! Considerando quindi la famiglia tipo, se Paolo possiede un bagno, sicuramente ne avrà uno anche il fratellino, e uno i genitori. Il papà felice si appresta ad iniziare una nuova spensierata giornata di lavoro al volante di una splendida autovettura che si parcheggia da sola. Il costo? Non importa, tanto il pagamento avviene in comode rate rate da 100 Euro al mese. Che bello, quando sarà finita di pagare andrà in eredità a Paolo, che oltre ad un bagno personale possiederà anche una bella auto d’epoca. Sicuramente la famigliola avrà un bel conto in banca di quelli sul web, 4% di interesse sulle somme depositate per 12 mesi. Beati loro! Le famiglie normali non riescono ad arrivare alla fine del mese, ma la famiglia della pubblicità può addirittura permettersi di tenere soldi fermi per un anno. Non ne abbiamo la certezza, ma supponiamo che Paolo oltre al bagnetto personale possieda anche una bella macchinina, di quelle che si guidano senza patente. La usa solo in città, quindi quando ad Agosto, il giorno prima di partire per le vacanze la benzina puntualmente aumenterà, lui non avrà problemi. In che mondo viviamo allora noi, che a volte non troviamo il tempo di fare colazione e che per riuscire ad usare il bagno per primi, dormiamo a terra davanti alla porta d’ingresso? Noi che abbiamo una vettura euro zero e che in vacanza non andiamo? Noi che le città le visitiamo sui siti web e il mare lo vediamo in cartolina? Ci viene un dubbio, è la pubblicità che ci fa diventare cretini o siamo così cretini da meritarci questa pubblicità?
Tags: book fotografici, Cattive abitudini, famiglia, pubblicità, siti web
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