Non è necessario riferirsi alle cronache quotidiane per riconoscere come le persone, oggi, abbiano sempre più difficoltà a capire ed a farsi capire. Giornali e TV riportano casi eclatanti di incomunicabilità che si verificano in contesti in cui, al contrario, è legittimo attendersi accoglienza ed ascolto: la famiglia, in primo luogo, a seguire l’ambiente professionale, la scuola, i gruppi sociali. Nella normalità quotidiana non si giunge, per fortuna, a tali estremi disaccordi. Ciò non toglie che anche in questa dimensione siano frequenti i momenti di profonda incomprensione e di doloroso disagio interiore. Certo, il contrasto relazionale ormai pervade il nostro vivere collettivo. L’elemento dirompente è che, come dicevamo all’inizio, lo scontro tra modi diversi di interpretare il mondo appartiene anche a quegli ambienti che, invece, dovrebbero fare da argine alla conflittualità sociale. Non ci stiamo riferendo alla normale ed auspicabile differenza, segno distintivo della individualità, che ci deve essere tra modi di pensare e che rappresenta la premessa indispensabile alla comunicazione. Lo scambio di contenuti verbali e non verbali ha come meta la conferma delle alterità e non certo l’omologazione delle menti. L’oggetto della nostra riflessione, al contrario, è quel discutere senza sapere su cosa lo si stia facendo, è lo scollegamento tra pensiero e parola e non perché soggetti a patologie dissociative ma in quanto vinti – in quel momento – da emozioni e pensieri negativi. E’ quel parlare tra persone che ritengono, in tutta onestà, ognuno di dire la propria per poi accorgersi che così non è stato. Senza comprenderne la ragione. Stiamo dunque riflettendo sulla impossibilità, o incapacità, a manifestare la propria alterità, a rafforzarla e, nello stesso tempo, a metterla in gioco. Quando tale dinamica non si realizza vuol dire che la comunicazione si è bloccata. La psicologia è la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali.[1] Tale studio riguarda le dinamiche interne dell’individuo, i rapporti che intercorrono tra quest’ultimo e l’ambiente, il comportamento umano ed i processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte.Attualmente la psicologia è una disciplina composita, i cui metodi di ricerca vanno da quelli strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a quelli più etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da una dimensione strettamente individuale (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale, etc.), a metodi con una maggiore attenzione all’aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: lo studio delle dinamiche psicologiche nelle organizzazioni, la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti “gruppi focali”, etc.). Queste diversità di approcci ha prodotto un’articolazione di sottodiscipline psicologiche, con differenti matrici epistemologico-culturali di riferimento.La psicologia si differenzia dalla psichiatria, in quanto quest’ultima è una disciplina medica, focalizzata specificatamente sull’intervento sanitario in merito ai disturbi psicopatologici, soprattutto tramite psicofarmaci.Detto questo sono parecchie le persone che si affidano ad un psicologo roma perchè sono sempre di più le persone che soffrono quotidianamente di stress e problemi psicologici legati a quest’ultimo.Non bisogna avere vergogna di rivolgersi ad uno psicologo perchè serve a riscontrare i problemi che ci affiggono la mente e a superarli semplicemente parlandone.
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