Il critico G.P. Caretta scrive:
“La lunga esperienza di Vincent ricca di sussulti segnici,
appartiene ad un mondo che quasi si sottrae ad una possibile storia a una possibile identità,la sua profondità
si configura come vertigine e insieme come materia dei nostri sogni.”
Vincent non ama parlare di sè, qui una breve sintesi nel rispetto reciproco.
Letizia Cappelli.