Da un po’ di tempo sostengo che la grande bugia di questo decennio è che la casa di proprietà sia un bene alla portata di tutti, anzi, un diritto di tutti. A guardare bene i fatti, tutti gli attori del settore, banche, mediatori creditizi, agenti immobiliari, costruttori, famiglie, hanno interpretato un ruolo importante di questa tragedia contemporanea, con un finale che vede tutti perdenti. Perdenti le banche con esposizioni in corso per l’acquisto di abitazioni
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Una checklist a supporto dell’attività di revisione nonché strumento utile per la redazione dei bilanci 2011
Ma cosa sta succedendo adesso alle banche? Quale funzione svolgono? Sono davvero di una qualche utilità?
Dopo un periodo di grandi erogazioni, le banche hanno diminuito il numero dei mutui approvati ma sono anche diminuite le domande ai finanziamenti. Quale futuro quindi in questo settore per l’Italia?
In fin dei conti se prolificano come funghi dopo una pioggia queste agenzie di debiti, calcoli anatocistici e difesa tributaria, è perchè, in Italia, il contribuente viene svenato senza usufruire di nessuna difesa.
Lo Stato non solo non ritiene di dover intervenire in difesa dei cittadini con leggi specifiche, ma, ancora una volta si rende colpevole di un grave conflitto di interesse, si tratta della giustizia tributaria.
Le casse dello Stato si reggono sui contributi versati dai lavoratori ma quando le tasse mangiano un quarto dello stipendio queste non si riescono a pagare scatenando Equitalia.
Federcontribuenti lancia un appello perchè, a fine 2011, potrebbero venire messi all’asta oltre 20.000 immobili di imprese e contribuenti morosi; parliamo di famiglie italiane, spesso con una sola casa di proprietà
Il taglio del rating del debito italiano ha ripercussioni anche sulle banche italiane e sugli enti economici che in Italia operano. Ecco spiegati i motivi.
L’usura è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile, spingendo perciò il debitore ad accettare condizioni inquietanti poste dal creditore a proprio vantaggio,