No Banner to display
«Questo significa, per gli italiani, un 1% in più su ogni scontrino fiscale, su ogni fattura Enel, Gas, Acqua e Telefono e Televisione. Aumenteranno i beni di primo consumo perchè aumenteranno i prezzi per i fornitori»
In fin dei conti se prolificano come funghi dopo una pioggia queste agenzie di debiti, calcoli anatocistici e difesa tributaria, è perchè, in Italia, il contribuente viene svenato senza usufruire di nessuna difesa.
perchè il tentativo di falsare lo stato di salute, già precario, del debito italiano? Cosa si voleva ottenere? Si voleva semplicemente autorizzare, il nostro governo, a varare misure sanguinarie a danno degli italiani, oppure, c’è un ben altro motivo?
Lo Stato non solo non ritiene di dover intervenire in difesa dei cittadini con leggi specifiche, ma, ancora una volta si rende colpevole di un grave conflitto di interesse, si tratta della giustizia tributaria.
«La denuncia mossa dal Dipartimento politiche economiche della Cgil, a Tremonti, è grave, ma, conferma quanto da noi, di Federcontribuenti, da tempo denunciamo: l’Italia è vittima di circoli viziosi ed aperti a pochi eletti. Lobby».
Tremonti ha varato una manovra finanziaria fortemente restrittiva e ingiusta perchè l’Italia rischia di non poter onorare i debiti contratti con banche e imprese.
Si tenderà a mandare gli italiani sempre più tardi a riposo, in questo modo pagheranno per un tempo più lungo i contributi e ne riavranno indietro la metà. Un affare a pensarci bene per lo Stato.
Le casse dello Stato si reggono sui contributi versati dai lavoratori ma quando le tasse mangiano un quarto dello stipendio queste non si riescono a pagare scatenando Equitalia.
debito di 21.000,00 euro Equitalia ipotecava tutte le proprietà dell’imprenditore, pignorava il conto corrente della ditta e pignorava merce per un valore di 100.000,00 euro valutandola 52.000,00 e rivendendola per intero all’asta a 1.740,00
«Hanno volutamente snobbato le richieste dei contribuenti italiani, ancora una volta si è votato non nel nome del popolo bensì, come espressione dei poteri forti».