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Lambrusco mon amour, il vino italiano più simpatico e frizzante

Frizzante, leggero, sincero. In una parola? Lambrusco. Si tratta di uno dei vini più apprezzato dagli italiani. Non è un vino impegnativo e si accompagna bene con molti piatti della tradizione gastronomica locale. Il vero Lambrusco è nato in terra emiliana, tra le province di Reggio e Modena. Nel tempo, ne sono state codificate quattro differenti tipologie, ma le eccezioni, talora anche di alta qualità, non mancano di certo; ne è un caso il Lambrusco Marcello, prodotto di punta premiato con la palma di miglior rosso frizzante al mondo all’International Wine Challenge di Londra. Il Lambrusco di Sorbara nasce dall’omonimo vitigno del Modenese: non gode di una produzione troppo estesa dal punto vista quantitativo, ma la sua qualità compensa in larga misura questo “difetto”.
Il Lambrusco di Sorbara per il sessanta per cento circa viene realizzato con uve dell’omonimo vitigno e per la restante parte con uve di Lambrusco Salamino Il suo colore è rosso rubino chiaro e il suo profumo ricorda quello della violetta, tanto che da molti intenditori è conosciuto come il Lambrusco della viola. Lo si consuma di preferenza giovane e la morte sua è con piatti semplici, come le minestre.
Il Lambrusco Salamino nasce anch’esso dal vitigno che porta lo stesso nome. A differenza di quello di Sorbara, può vantare una produzione estesa e costante nel tempo. Il suo colore è più intenso rispetto al Lambrusco di Sorbara, il suo profumo intenso, fresco e fruttato. La zona di produzione del Lambrusco Salamino è tutta compresa all’interno della provincia di Modena. Tra tutte le tipologie di Lambrusco, il Salamino è forse il meno impegnativo di tutti e accompagna alla grande pasta asciutta e i primi piatti tipici emiliani, quali lasagne, tortellini e tagliatelle, così come secondi a base di arrosti di maiale o di carni bianche, aperitivi informali e dessert.
Il Lambrusco di Grasparossa di Castelvetro è anch’egli modenese di origine. Il suo è un rosso rubino molto intenso con riflessi violacei. Lungo e persistente anche il suo profumo, fruttato e complesso. Si tratta senza dubbio della varietà più strutturata e corposa fra tutti i Lambruschi DOP. Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro è ottimo se bevuto insieme alle pietanze tipiche della cucina emiliana, tortellini, paste al forno, arrosti, zamponi e salumi. La sua punta acidula aiuta a consumare meglio questi e tanti altri piatti tendenzialmente grassi e impegnativi. Di questa varietà esiste anche un rosato, dal sapore più secco e asciutto, amabile e fresco.
Ultimo ma non ultimo il Lambrusco di Modena. Si tratta dell’ultimo arrivato fra i Lambrusco a Denominazione di Origine Controllata (DOP) e viene prodotto da vitigni autoctoni della provincia di Modena, con una presenza bassa in termini percentuali di uve provenienti da vitigni Fortana, Ancellotta e Malbo Gentile. Del Lambrusco di Modena esistono in realtà quattro differenti varietà: rosso frizzante, rosato frizzante, rosso spumante e rosato spumante. Ogni varietà si distingue dalle altre per colore, profumo e persistenza aromatica. In generale, il Lambrusco di Modena DOP si abbina bene con pastasciutte condite con sughi a base di carne, lombatine, arrosti, piatti grassi e antipasti di salumi tipici emiliani.
Il Lambrusco è un vino simpatico, informale, alla mano. Oltre che da bere, è ottimo anche nella preparazione di molti piatti. Lo zampone e il cotechino possono essere cotti aggiungendo qualche bicchiere di Lambrusco. Molto apprezzati anche i primi piatti a base di questo rosso: pasta e risotto al Lambrusco sono tutt’altro che rarità sulle tavole emiliane. Il Lambrusco è talmente versatile da essere usato nella preparazione di aperitivi e cocktail insieme ad altre bevande più o meno alcoliche. E, novità degli ultimi anni, pare che riveli le sue qualità anche nella vino terapia, in particolare per la conservazione della pelle.

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