Quando la Sardegna ha approvato il passaggio alle 8 province tra le polemiche molti si sono domandati dell’utilità. Lo spreco è sembrato evidente ai più. Però questo passaggio ha contribuito a mettere in risalto delle zone storiche della Sardegna, che la vecchia delimitazione a 4 province nascondeva. Una delle "regioni" storiche è quella del Sulcis-Iglesiente, universalmente nota per le miniere di carbone, oggi accorpata in una provincia con doppia sede a Carbonia e Iglesias, i due centri più importanti del Sud Sardegna, dopo Cagliari e Quartu Sant’Elena.
In termini turistici il Sulcis-Iglesiente vale il prezzo della riscoperta, per chi ancora non lo conoscesse. L’unicità di questo territorio è dovuta al fatto che coniuga alla perfezione l’ambiente marino (e il turismo balneare) con le suggestioni della montagna (e il corollario di grotte, anfratti e lingue di pianure che intersecano i grandi costoni),
Carbonia, come suggerisce il nome, è il centro storico dell’estrazione mineraria ed è la base di partenza per muoversi all’interno del parco geominerario, che conserva l’architettura industriale delle miniere di Serbariu, delle quali sono ancora visibili i castelli dei pozzi. Il centro minerario più accattivante però è nella zona di Iglesias, a Monteponi, i cui resti, rimessi a nuovo, sono stati consegnati alla locale università che occupa tre corsi di laurea dedicati al territorio (come scienza dei materiali).
Il turismo balneare è meno sviluppato che in altre zone della Sardegna e questo non può essere che un bene, considerando il volume dell’impatto umano in zone ad alta densità turistica. Buggerru è la località più evocativa: già sbocco minerario, offre in dono le famose spiagge, incastonate tra grandi costoni: Cala Domestica, Portixeddu, Porto Paglia e Funtanamare. Amati dai surfisti e dagli spericolati turisti dell’avventura. Le escursioni – infatti – sono un tratto dominante di tutto il territorio, che ha i suoi picchi più alti nella catena del Monte Linas, a nord di Iglesias, che in inverno è sempre avvolto da nebbie, neve e fresca vegetazione e valgono il prezzo di una gita.
Un’ideale punto di partenza, economico e ricco di spunti, può essere rappresentato dal pernottare in un bed and breakfast a Iglesias, o nelle sue vicinanze, come il centro di Fluminimaggiore e da lì dirigersi a raggiera verso l’interno e la Riserva Natruale di Monte Arcosu, verso Carbonia, spingendosi a Narcao, sede di un festival musicale, oppure ancora più giù e verso Occidente, nelle spiagge prospicienti al famoso Pan di Zucchero, una formazione rocciosa a sud di Buggerru, particolarmente apprezzata dai turisti.
Il triangolo Iglesias – Fluminimaggiore – Iglesias è quello che raccoglie in pochi chilometri l’essenza di tutto il sulcis – Iglesiente, benché non si possa non fare menzione di Carloforte e delle isole di San Pietro e Sant’Antioco. Carloforte è famoso per la pesca del tonno e per essere una isola linguistica all’interno del vasto panorama culturale sardo: i suoi abitanti – i tabarchini – parlano infatti una derivazione del dialetto genovese. Fluminimaggiore può essere considerata il ricovero, Buggerru e le spiagge intorno, fino a Nebida, la meta.
Iglesias è il centro storicamente più rilevante: città prettamente medievale e poi spagnola, conserva tradizioni secolari come i Riti della Settimana Santa, tra i più suggestivi dell’intera Sardegna, per la loro spericolate miscela di elementi sacri e profani.
Tags: Bed and Breakfast, iglesias
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