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Pizzo Calabro, profumo d’arance ed intrighi di palazzo

Pizzo Calabro, un borgo sviluppatosi su un promontorio, è una meta di villeggiatura molto apprezzata dagli amanti del mare: la spiaggia di Napitia (così si ritiene si chiamasse l’insediamento greco da cui ha poi avuto origine il borgo) è una delle più apprezzate della Calabria. Inoltre, la sua particolare posizione fa sì che il borgo abbia una costa frastagliata, che ospita sia spiagge di sabbia bianca che scogli e spiagge rocciose, che conservano ancora il fascino di un paesaggio poco contaminato dall’uomo.
Pochi sanno, però, che tra le mura del Castello aragonese fu fucilato Gioacchino Murat, re di Napoli durante l’epoca napoleonica, dopo un eroico tentativo di riprendersi il regno scatenando un’insurrezione popolare contro Ferdinando IV di Borbone. Per questo motivo, il Castello aragonese viene anche chiamato “Castello Murat”. Oggi l’antica fortezza ospita il Museo del Castello Murat, che custodisce armi del periodo napoleonico e la rappresentazione scenografica degli ultimi giorni di Murat.
Da un punto di vista architettonico, il castello ha un corpo quadrangolare molto massiccio e due torrioni cilindrici angolari. Originariamente il castello si sviluppava su quattro piani, di cui uno sotterraneo. La fortezza disponeva di ben due “vie di fuga” principali: una serie di cunicoli sotterranei che conducevano oltre le mura della roccaforte e di camminamenti che conducevano fuori città. Nonostante il castello sia stato danneggiato nel corso dei secoli la maggior parte della struttura è ben conservata (e parzialmente visitabile).
Il Castello aragonese domina il centro storico del borgo, in cui si trova anche il Duomo di San Giorgio (o, più precisamente, Chiesa Matrice di S.Giorgio Martire). Di particolare pregio sono l’altare maggiore in marmi policromi, il bassorilievo su cui è raffigurata la Pietà e la celebre statua detta “Madonna del popolo” (una Vergine con bambino), oggetto di devozione e venerazione.
Molto suggestiva è anche la famosa chiesetta di Piedigrotta, situata nella zona chiamata Marina ed interamente scavata nel tufo. La chiesetta ha al suo interno una sorgente d’acqua ed il nucleo originale risale, stando alla leggenda, alla seconda metà del Seicento. Agli inizi del Novecento un artista locale decise di ampliare la grotta e dedicò tutta la vita ad ampliare la grotta originaria e decorarne l’interno intagliando blocchi di tufo da cui nacquero le decine di statue raffiguranti Santi, episodi biblici e figure allegoriche.
Quando, di ritorno da una breve vacanza, mi è stato chiesto cosa pensassi di Pizzo Calabro ho risposto “è il paese che non ti aspetti”. Poche volte, infatti, mi è capitato di rimanere a bocca aperta davanti ad una località su cui, lo ammetto, non nutrivo alcuna aspettativa. Provare per credere!

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