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Otranto: la perla d’oriente e la sua storia

Otranto, Utràntu, Derentò, Idrùs questi i nomi dati alla città rispettivamente in italiano, salentino, greco salentino e greco classico.
E’ il comune posto geograficamente più ad est d’Italia. Ricompreso fra i Borghi più belli d’Italia, ha ottenuto il riconoscimento del proprio centro storico come Patrimonio Culturale dell’Unesco.
Oltre ad essere il comune più ad Est d’Italia è anche il punto scelto convenzionalmente per stabilire la divisione tra Mar Ionio e Mar Adriatico.
Delimitato dalle acque cristalline da un lato e dal Parco Costa Otranto dall’altro offre un paesaggio fantastico sia a chi ama il mare sia a chi ama osservare rare specie floreali o faunistiche.
Sono molti gli appellativi che nella storia sono stati rivolti a questa città. Un appellativo che ebbe, le fu conferito da Cassiodoro, fu quello di Tiro d’Italia a causa degli intensi traffici commerciali che vi si svolgevano. Fu chiamata anche la Bisanzio del Salento per le forti influenze che l’Impero Bizantino ebbe sulla cultura e sull’architettura del posto. Si dice che la Chiesa di San Pietro a Otranto mostri delle similarità con Santa Sofia di Costantinopoli.
Dopo un precedente periodo messapico nel 151 a.C. la città fu annessa all’Impero Romano per la sua importanza strategica negli scambi commerciali.
E’ qui che approdò l’apostolo Pietro, qui era presente già una comunità ebraica e il cristianesimo prese piede e si sviluppò probabilmente nel tempo miscelandosi con usi, costumi e tradizioni preesistenti.
Entrò a far parte dell’Impero Romano d’Oriente. Nel XV secolo fu conquistata brutalmente dai Turchi che oltre ad uccidere molti abitanti di Otranto distrussero chiese e una vastissima biblioteca che era stata costituita dai monaci basiliani e che serviva come database per lo studio di moltissimi giovani che vi affluivano da ogni parte d’Europa.
Nel tempo fu contesa da moltissimi popoli oltre che dalgi Ottomani anche dai Veneziani e dagli Angioini.

Il XVII secolo fu un secolo di declino e di spopolamento a causa degli attacchi che venivano via mare. La presenza di terreni abbandonati e paludosi permise l’imperversare della malaria, il che portò gli abitanti ancor di più a cercare di stabilirsi altrove.
I terreni paludosi a causa dell’incuria aumentarono sempre più fino a quando finalmente nel 1868 la zona venne bonificata e si ebbe allora una certa ripresa nella coltivazione.

Attualmente la città conta circa 6000 abitanti.

Cosa visitare ad Otranto?
Di pregio l’architettura civile. Ne sono testimonianza il Palazzo Lopez ed il Palazzo de’ Mori che si possono visitare. Molte sono anche le masserie, tutte molto belle anche se appartenenti ad epoche diverse.
E’ poi possibile ammirare la Torre Alfonsina, esempio di fortificazione ed ancora il Castello Aragonese.

La cattedrale di Otranto sicuramente è da visitare e presenta aspetti di interesse e curiosità. Fu edificata sulle fondamenta di una vecchia villa romana e di un tempio pagano nel 1068 da Guglielmo che era allora vescovo. Fu teatro di una strage nel 1480: i Turchi fecero irruzione ed uccisero tutti quelli che erano all’interno, ne presero possesso e la convertirono in moschea dopo aver distrutto le parti interne legate al culto cattolico. Famosa è anche per il suo pavimento a mosaico, uno dei mosaici più grandi che si siano conservati.
Cosa raffigura il mosaico di Pantaleone?
La figura predominante è l’albero della vita: attorno ad esso ruotano tutte le altre raffigurazioni. In cima è rappresentato il peccato originale. In alto rispetto al mosaico principale si trovano le immagini di 16 tra animali simbolici e personaggi famosi: un Unicorno, un cervo, un centauro, un’antilope, una fiera, un elefante, un dromedario, un toro, un behemot, un leviatano, la Regina di Saba, il Re Salomone, una Sirena, un ariete e un leopardo. Tutto intorno sono rappresentate storie bibliche, così quelle relative a Giona, a Caino e Abele, a Noè ed il diluvio universale e molte altre ancora. L’autore del mosaico è stato il monaco Pantaleone. Non si hanno dati certi su chi fosse, ma si sa che era un monaco basiliano, sicuramente greco, fine mosaicista, ma anche dotto biblista. La particolarità del mosaico sta nel fatto che non contiene scene tratte dal nuovo testamento. E’ una questione controversa come d’altronde è controversa tutta l’interpretazione del mosaico che ha lasciato ancora irrisolti dei dubbi. Molti studiosi cercano ancora una linea interpretativa unitaria.

Passando alle bellezze naturalistiche possiamo dire che il mare di Otranto ha ricevuto più volte le vele del Touring Club per il mare più pulito d’Italia. La costa è rocciosa a sud e bassa e sabbiosa a nord. La marina più famosa della zona è senz’altro Torre dell’Orso.
L’intero litorale di Otranto è attraversato da torri difensive.
Dal punto di vista archeologico si può ammirare l’ipogeo di Torre Pinta e la Grotta dei Cervi. Quest’ultima è una grotta naturale molto caratteristica.

Singolare è poi la presenza di un laghetto di Bauxite che si trova a sud di Otranto. Era una vecchia cava di bauxite che dopo essere stata dismessa si è riempita di acque provenienti da falde freatiche.

Tra gli eventi culturali cui si può assistere possiamo indicarvi le giornate medievali di Otranto con rievocazioni nelle vie della città e nel castello che per l’occasione ospita artigiani che lavorano prodotti dell’epoca.
L’Otranto Jazz Festival offre la possibilità di ascoltare musica jazz dal vivo sul mare al chiaro di luna.

Molte sono le strutture ricettive, i ristoranti ed i locali in cui si può passare una serata divertente, allegra, raffinata, elegante, sofisticata, genuina….insomma quali siano i vostri gusti ad Otranto troverete come soddisfarli.

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