Sono state le parole dell’assessore al bilancio del Comune di Rimini, Gianluca Brasini, a rendere quasi chiara la posizione che molto probabilmente interesserà tutti i comuni della Provincia, a partire da Pasqua 2012.La decisione di attivare una tassa di soggiorno per i turisti della Rivera è stata quasi “forzata”, in quanto forse rappresenta l’unica soluzione per pareggiare i bilanci dei comuni che hanno subito imponenti tagli dallo Stato. Questa tassa sembra l’unica soluzione plausibile per colmare i deficit dei comuni, senza gravare come da routine, sulle tasche dei soliti “noti”: lavoratori dipendenti e pensionati.Il periodo di Pasqua del prossimo anno potrebbe essere il trampolino di lancio e di prova dove si farà un bilancio preventivo sulle entrate ma, soprattutto, si osserveranno le reazioni dei turisti.Si parla di una “tassa di soggiorno” che si aggira dai 0,50€ ai €5,00 a persona a notte, fino a un massimo di 7 giorni. Ancora non è chiaro se questa sarà applicata a tutte le categorie di turisti o ci sarà qualche eccezione (l’unica per ora pronunciata è l’esclusione dalla tassa dei bambini inferiori ai 12 anni).Gianluca Brasini, assessore al bilancio e ai tributi di Rimini, sostiene che applicando la tassa di soggiorno si eviterà di accrescere nuovamente l’addizionale Irpef. Il 10 ottobre, l’assessore Brasini ha dichiarato infatti al Corriere che «La tassa di soggiorno vale circa 7,5 milioni di euro. Su una partita così delicata non possiamo andare avanti da soli, prima dobbiamo capire le intenzioni degli altri Comuni della riviera, perché è impensabile che venga applicata in maniera diversa da un luogo all’altro». Se la tassa venisse accettata solo da alcuni comuni, infatti, automaticamente si creerebbe uno spaccato sociale in cui i turisti favorirebbero gli hotel delle città che non prevedono sovrapprezzi, si creeranno così disguidi e nuove perdite per gli altri comuni.In cosa saranno investiti questi soldi? “Riqualificazione ambientale, eventi, manutenzione leggera” , qualcuno chiede se saranno fatti interventi sulle fognature, «Non posso escluderlo, sarà frutto della concertazione» risponde Brasini. Per ora l’unica cosa certa è che pagando questa tassa di soggiorno, i turisti degli Hotel della Riviera Adriatica avranno diritto a una carta fedeltà che gli assicurerà sconti nei musei, nei ristoranti della zona, nei traporti pubblici e nei parchi tematici. Un circolo vizioso che si chiude sempre allo stesso modo: alla fine dei conti sono sempre i lavoratori dipendenti a pagare e a trarne pochi benefici. Secondo il coordinatore comunale di Rimini Eugenio Pari, la tassa di soggiorno è una legge positiva poiché renderà possibile ottenere entrate dieci volte maggiori rispetto, invece, quelle ottenute con un addizionale Irpef. Solo gli albergatori continuano a protestare. Quello che si teme è una diminuzione di famiglie in vacanza e di viaggi lunghi, poiché si spenderebbe “troppo” in più. Più di tutto, quello che preoccupa gli Hotel di Rimini, di Cattolica e gli altri, che ancora non esista una decisione definitiva riguardo la destinazione di questi milioni di euro che affioreranno nelle tasche dei Comuni di Rimini.I sindaci della Provincia si riuniranno a fine Novembre per prendere una decisione definitiva in merito. Per ora solo il Comune di Bellaria Igea Marina sembra essere totalmente contrario all’applicazione della tassa. Una tassa che vale 7,5 milioni di euro.
Tags: hotel rimini, hotel riviera adriatica, tassa soggiorno
Torre Dell’Orso è una delle località simbolo della costa adriatica,…
Fervono i preparativi per la nuova stagione 2017 al Paradise…
Una dimora da favola come Palazzo Scanderbeg, Hotel Capo D’Africa…
Your email address will not be published.
Δ