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Infarti e ictus: riconoscerli e prevenirli

La prima causa di morte nel mondo è costituita da eventi cardiovascolari maggiori come infarto ed ictus. Oggi si possono prevenire attraverso una dieta equilibrata e l’assunzione di farmaci anticoagulanti che bloccano la vitamina K, responsabile della coagulazione del sangue. Secondo gli studi soltanto il 35 % delle persone interessate riceve il trattamento e per il 20% della restante parte questa negligenza si mostra fatale. La stessa cosa accade per quanti presentano colesterolo alto o iperglicemia.

L’80% di queste morti potrebbero essere evitate seguendo una dieta equilibrata, riducendo o eliminando l’uso di tabacco e facendo maggiore attività fisica. Infatti il coagulo del sangue impedisce un apporto sufficiente di sangue al cuore o al cervello provocando un infarto o un’ischemia. La persistenza di grassi nel sangue invece potrebbe depositarsi sulla pareti delle arterie riducendo mano a mano il canale dove deve scorrere il sangue provocando arteriosclerosi. In una situazione come questa ad esempio la concomitanza del coagulo del sangue rischia di ostruire l’arteria o la coronaria provocando un ictus o un infarto.
Tra i fattori di rischio può figurare anche una certa familiarità a questi eventi che predispone naturalmente all’ipertensione, diabete, obesità, aumento dei trigliceridi ed ipercolesterolemia.

La diagnosi precoce, invece, passa soprattutto dalla capacità di riconoscere tempestivamente i sintomi: quelli dell’infarto sono dolori al centro del torace che persistono per oltre 2 minuti o sono frequenti, sensazione di oppressione, bruciore, mentre il sintomo più comune dell’ictus è un’improvvisa debolezza ad un arto o indolenzimento, confusione mentale, difficoltà di parola, perdita di equilibrio e di coordinazione. Il tutto può essere accompagnato da un fortissimo dolore alla testa anche con perdita dei sensi. Questi episodi frequenti definiti TIA o attacchi ischemici transitori possono poi sfociare in un vero e proprio ictus che può essere fatale o lasciare segni permanenti.

La prevenzione, infine, si basa soprattutto sullo stile di vita: seguire un’alimentazione adeguata e tenere sotto controllo il peso. A tal proposito è necessario assumere non meno di mezzo chilo al giorno di frutta e verdura poiché grazie al loro contenuto di antiradicali liberi proteggono i vasi del cuore o del cervello. Ridurre il sale: l’OMS infatti ha stimato che riducendo il sale in cucina di 3 g quantità pari ad un cucchiaino di sale si eviterebbe del 22% la probabilità di un infarto e del 16% la probabilità di malattie coronariche. Mangiare più fibre, cereali e ridurre i fritti e i grassi. Mangiare molto più pesce ricco di OMEGA 3 e non bere più di due bicchieri al giorno di vino. Inoltre importantissimo è tenere sotto controllo il peso corporeo cercando di non andare in sovrappeso. L’attività fisica poi è basilare in quanto riduce la glicemia, la pressione, i rasi nel sangue, lo stress e migliora la circolazione sanguigna e l’ossigenazione dei tessuti. Chi conduce una vita sedentaria infatti aumenta il rischio di contrarre patologie cardiovascolari del 150%. Per chi è predisosto genetimamente a infarto, ictus, colesterolo, diabete invece è importantissimo assumere ipoglicemizzanti e anticoagulanti e fare frequenti controlli medici. Secondo le stime infatti una prevenzione adeguata ridurrebbe i decessi di circa i 2/3.

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