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Quale incisione è preferibile praticare nell’intervento di mastoplastica additiva

Su Chirurgo-plastico-estetico.it
si parla di mastoplastica additiva tramite il quesito posto da un
utente del sito dedicato alla chirurgia plastica del Dott. Antonoio
Tambuscio.
Chirurgo-plastico-estetico.it è un portale che vuole essere uno
strumento utile e diretto d’informazione, per capire e conoscere la
chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva. Si tratta di un portale
innovativo dove ognuno può raccogliere e chiedere direttamente
informazioni e curiosità riguardanti i diversi tipi d’interventi
chirurgici (dalla chirurgia ambulatoriale minore alla chirurgia del
corpo, passando per la sempre più richiesta mastoplastica additiva,
liposuzione o rinoplastica).
Il Dott. Antonio
Tambuscio (Dottore Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva)
risponde regolarmente alle più disparate domande degli utenti
pubblicandole poi in forma rigorosamente anonima nel sito. In questo
modo Chirurgo-plastico-estetico.it funge da vero e proprio archivio
d’informazioni. Una fonte gratuita, utile e funzionale alla quale poter
sottoporre i propri dubbi e le proprie perplessità in fatto di chirurgia
estetica, plastica e ricostruttiva.
Qui di seguito riportiamo l’ultima domanda inviata al portale e la
conseguente risposta del Dott. Antonio Tambuscio riguardante
l’intervento di mastoplastica additiva.

E’ migliore l’incisione a livello dell’areola
(capezzolo) o nel solco inframammario?

Nelle pazienti con diametro areolare sufficiente (maggiore di 3 cm) è
possibile scegliere se fare il taglio nel bordo inferiore dell’areola o
nel solco inframammario. Dal punto di vista squisitamente estetico non
vi sono grosse differenze. Entrambe le incisioni sono lunghe circa 3.8
cm e se suturate bene ed in assenza di complicanze (infezioni e ritardo
di guarigione, molto rare) lasciano cicatrici assai poco visibili. Ben
inteso che la “cicatrice invisibile” non esiste. Ad ogni modo
l’incisione si maschera bene, in entrambi i casi, anche perché cade in
un punto dove riesce a mimetizzarsi, nel passaggio di colore tra lo
scuro della mammella e il chiaro dell’areola e nell’ombra del solco
inframammario. Per questi motivi in molti casi è possibile dopo 6-12
mesi prendere il sole in topless senza destare “sospetti”.
Dal punto di vista tecnico non vi sono differenze in termini di
complessità o tempi di esecuzione. Nell’incisione dal solco
inframammario lo scollamento è completamente extra ghiandolare ossia la
mammella non viene minimamente toccata, mentre nell’accesso dall’areola
viene praticato un piccolo tunnel nella parte inferiore della ghiandola
per raggiungere il piano di alloggiamento della protesi. In questo
secondo caso la ghiandola viene comunque danneggiata pochissimo e
conserva più del 90% della sua funzionalità. Ovviamente entrambe le
tecniche sono pienamente compatibili con gravidanza e allattamento.
Per quanto riguarda infine la sensibilità, pur essendo piuttosto rari
difetti di sensibilità cutanea permanenti dopo un intervento di
mastoplastica additiva, non è chiaramente documentata una differenza di
incidenza fra le due tecniche. La scelta quindi dipende principalmente
dai gusti della paziente tenendo comunque bene a mente che, in ogni
caso, la cicatrice rimarrà sempre coperta da qualsiasi bikini indosserà,
per quanto piccolo.

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