Due anni di attività hanno portato la rete di coworking fondata da Massimo Carraro a 53 spazi in 31 città… italiane e spagnole.
Sostenibilità, flessibilità, passaparola: con queste parole d’ordine, il coworking – cioè lo stile di lavoro che vede professionisti indipendenti attivi nello stesso ambiente – ha trovato in Cowo® una valorizzazione tutta italiana, senza confronti in nessun’altra parte del mondo, che oggi varca i nostri confini per sbarcare in Spagna. Ma che succede nei Cowo®, in Italia o Spagna che sia?
“Succede” – risponde il fondatore Massimo Carraro – “che una qualunque struttura professionale con spazi in eccesso può realizzare un piccolo guadagno, semplicemente affittando quelle postazioni a professionisti indipendenti, che possono anche rivelarsi buoni contatti. Un’idea semplice, che accomuna oltre 50 realtà in Italia e, da oggi, anche una a Barcellona”.?L’elemento peculiare di tutta l’operazione – nata solo due anni fa – è il suo approccio totalmente orientato al passaparola: blog e social media sono stati gli unici vettori del progetto, strategia a costo zero che non ha impedito a Cowo® di raggiungere una soglia di visibilità importante, che trova conferma in una rassegna stampa (interamente scaricabile all’indirizzo http://coworkingproject.com) di oltre 100 pagine.
Oggi, a due anni dall’inizio delle attività, il network Cowo® segna un altro importante passaggio del suo sviluppo: l’apertura della prima sede estera.
E’ Barcellona la prima città estera a sposare l’idea Cowo®, grazie all’iniziativa di una giovane e dinamica società di design e architettura d’interni: Hop!design.
Sono al Born, la nuova zona emergente della città catalana tra la Barcelloneta e il Barrio Gotico, e sono da molto tempo abituati alla condivisione contaminante con i nomad worker di passaggio nel loro studio, attivo anche nella comunicazione e nella moda.
Sono appunto questi – i nomad worker, i professionisti sempre in viaggio con smartphone e tablet in mano – i protagonisti indiscussi di queste sedi di lavoro destrutturate e flessibili, dove l’attenzione è tutta sulle idee e sulla possibilità di “fare network”, grazie anche al fatto che… ogni giorno il collega della scrivania a fianco è diverso.
La “condivisione collaborativa” è infatti la cifra di questi spazi, che perseguono una linea di attività dove il profitto viene dopo le relazioni, in ossequio alla logica che “le buone conoscenze” – anche in salsa 2.0 -sono sempre la cosa più importante nel lavoro.
Una “logica di rete” che ha portato Cowo® da 1 a 53 spazi in soli due anni, alla quale si può accedere in due modi: affiliando il proprio spazio al network, oppure… accendendo il computer e cliccando su uno dei vari punti di contatto Cowo® online: i due blog coworkingproject.com e coworkingmilano.com, la community NomadWork.ning.com, i gruppi su Facebook e su Linkedin.
Per approfondimenti:
Massimo Carraro:[email protected]02/21.51.581 – 334/8936110@maxthemonkey
Cowo®:http://coworkingproject.com
Cowo Barcelona/Born:http://coworkingproject.com/network/barcelona-born
Tags: Barcellona, cowo, coworking, massimo carraro
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