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Esame diagnostico MOC a Fermo – Esame diagnostico MOC ad Ascoli Piceno

L’osso (figura 1) è un organo che dà forma al corpo, ne sostiene il peso e ne facilita la locomozione fornendo ai muscoli l’inserzione per agire come leve. E’ inoltre in grado di reagire elasticamente alle forze meccaniche e, se si rompe, ripara sé stesso riacquistando la sue forma originaria. L’osso è anche un particolare tessuto mineralizzato “composito”, al pari del cemento armato; è costituito da una matrice organica di fibre collagene (proteine) disperse in una massa inorganica di minerali (idrossiapatite di calcio). Nonostante la sue durezza, e quindi l’apparente staticità, l’osso è estremamente dinamico ed in continua evoluzione. Avvengono infatti costantemente due processi, uno di lenta neodeposizione e l’altro, più rapido, di riassorbimento. E’ così consentito:

  • un perenne rimodellamento della struttura macro e microscopica;
  • uno scambio con tutti i tessuti dell’organismo attraverso il mezzo di trasporto garantito dal sangue.

E’ quindi possibile raggiungere un equilibrio dinamico tra le esigenze corporee di calcio e le necessità di sostegno del carico. Figura 1
Composizione dell’osso
Queste caratteristiche, finemente regolate da diversi fattori, dipendono essenzialmente dalle cellule ossee, che sono:

  • gli osteoblasti, che sintetizzano la matrice organica e favoriscono la deposizione minerale, e che si trovano direttamente appoggiati all’interno delle superfici ossee in accrescimento come singolo strato di cellule cubiche;
  • gli osteociti, che derivano dagli osteoblasti, e che sono inclusi nel tessuto mineralizzato entro le lacune ossee, collegati tra loro da un’estesa maglia di ramificazioni; apparentemente inattivi, probabilmente partecipano al rilascio in circolo del calcio;
  • gli osteoclasti, che hanno il compito di riassorbire osso, e che sono grosse cellule macrofagiche multinucleate che si trovano in corrispondenza delle cosiddette lacune di Howship da esse stesse create nel processo di riassorbimento.

L’osso può assumere due diverse organizzazioni spaziali. La compatta o corticale (figura 2):

  • rappresenta l’80% dello scheletro;
  • è componente quasi esclusiva delle ossa lunghe e piatte;
  • assume nelle ossa lunghe forma tubolare, delimitando il canale midollare;
  • è rivestita all’esterno dal periostio ed all’interno dall’endostio;
  • ha un comportamento anisotropo, presenta cioè maggiore resistenza alle forze applicate secondo il suo asse verticale;
  • ha una densità di 1,8 g/cm3.

L’osso trabecolare o spugnoso (figura 3):

  • è organizzato in trabecole, prevalentemente orientate in senso perpendicolare tra loro;
  • le trabecole verticali sono più grosse e sopportano il carico;
  • le trabecole orizzontali stabilizzano le verticali;
  • la parte di spazio non occupata da tessuto osseo è costituita da midollo ematopoietico e tessuto adiposo;
  • la sua densità può variare tra 0,1 ed 1 g/cm3.

Tra i due, il tessuto osseo trabecolare ha un grosso rilievo clinico, perché è l’osso meno denso. La resistenza alla compressione aumenta infatti in modo proporzionale al quadrato della densità. Le fratture avvengono quindi in sedi in cui l’osso spugnoso è percentualmente più rappresentato. Figura 2
Struttura dell’osso corticale
Figura 3
Struttura dell’osso trabecolare
Di estremo interesse infine è il grafico dell’evoluzione della massa ossea nel corso della vita nei due sessi (figura 4). Possiamo per comodità espositiva e didattica considerare alcune fasi. La fase di incremento della massa ossea segue a grandi linee l’andamento della crescita staturale, anche se dura di più:

  • caratterizza le prime due decadi di vita;
  • c’è un momento di massima ascesa durante l’adolescenza;
  • è analoga nei due sessi, anche se a partire dalla pubertà c’è una differenziazione progressiva.

Si perviene quindi ad un periodo di consolidamento, caratterizzato da una continua, lenta ascesa fino ai 35-40 anni di età. Si raggiunge così il “picco di massa ossea“, cioè la massima quantità d’osso relativa a ciascun individuo: la differenza tra i due sessi è a questo punto evidente. Da questo momento in poi la massa ossea si riduce ed inizia la fase di decremento. che prosegue per tutta la vita. Qui le differenze in base al sesso sono marcate. Nelle donne, infatti, la diminuzione:

  • è più precoce;
  • coincide con la menopausa;
  • sembra assumere un andamento spezzato, secondo un modello lineare (prima della menopausa) /esponenziale inverso (dopo la menopausa) (figura 4c).

Figura 4
Curva di discesa dei valori di contenuto minerale osseo a livello appendicolare in fennime (a) e maschi (b) in rapporto all’età cronologica: valori dei singoli soggetti e valore medio. (c) Curva di perdita del contenuto minerale osseo dell’avambraccio in 162 donne sane sia in pre- che in post-menopausa. Dopo i 50 anni il grafico è in relazione all’età aggiustata per la menopausa.
La Diagnostica Il densitometro ad ultrasuoni Sonost 3000 è un apparecchio ad ultrasuoni per la diagnosi e la prevenzione dell’osteoporosi che ha integrato al suo interno un personal computer di ultima generazione. Il SONOST 3000 analizza contemporaneamente e separatamente i seguenti valori:

  • BQI, ovvero l’Indice di Qualità dell’Osso;
  • Z-SCORE, ossia il numero di deviazioni standard dalla media dei valori riscontrata nella popolazione dell’età del paziente;
  • T-SCORE, ossia il numero di deviazioni standard dalla media dei valori rilevati nella popolazione giovane;

La scelta del calcagno come zona di esame è subito spiegata: l’osso del tallone infatti essendo composto per il 50% di corticale e per il 50% di spongioso si avvicina enormemente come struttura e comportamento a quello del bacino e della spina dorsale.
La situazione che quindi andremo a riscontrare e misurare nel calcagno sarà praticamente la stessa di zone particolarmente soggette ai rischi derivanti dall’osteoporosi. Inoltre data la particolare costituzione dell’osso del tallone le due misurazioni effettuate dal SONOST 3000 ci forniscono informazioni sulla durezza intrinseca dell’osso (componente dovuta all’osso corticale misurata dalla SOS) e sul modulo elastico (componente dovuta allo spongioso misurata dalla BUA).
In definitiva possiamo dire che mentre macchine come la Dexa ci forniscono lo stato dell’osso attuale, un densitometro ad ultrasuoni come il SONOST 3000 oltre a non essere invasivo e pericoloso dal punto di vista delle radiazioni, ci fornisce la previsione di come può evolvere lo stato dell’osso.
In più il SONOST 3000 utilizza un nuovo metodo di scansione che sfrutta le proprietà della “riflessione”; grazie a questa tecnica il risultato tiene in considerazione anche la microarchitettura interna dell’osso. DOVE POSSO FARE L’ESAME: C/o. FISIO MEDICAL CENTER Via Aprutina, 72 ALTIDONA MARINA (FM) Centralino 0734-931532 www.fisiomedicalcenter.it e-mail: [email protected] Costo esame: 30,00 € Referto immediato

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