L’estate si sa è tempo di vacanza; c’è chi rimane nel territorio nazionale e c’è chi invece parte per mete esotiche. Tuttavia il tema della salute per chi viaggia è assai importante.In questa prima parte dell’articolo cercheremo di mettere in luce quali sono gli aspetti di prevenzione e quali sono i più comuni accorgimenti per evitare situazioni spiacevoli o di almeno limitarne le conseguenze.Per i viaggiatori che scelgono mete estere e soprattutto paesi igienicamente a rischio si raccomanda di: lavarsi molto spesso le mani almeno dopo l’utilizzo di servizi igienici e prima di mangiare, l’acqua possibilmente deve essere in bottiglia per evitare contaminazioni da acqua sfusa (assai probabili), lo stesso accorgimento, cioè usare acqua in bottiglia, vale anche per il lavarsi i denti, è possibile anche usare solo il filo interdentale o masticare una chewing gum per stare sul sicuro. E’ inoltre importante disinfettare eventuali ferite o escoriazioni solo con disinfettanti (a base di cloro o iodio). Se non dovesse essere disponibile l’acqua in bottiglia è necessario farla bollire ed aggiungere amuchina o un altro disinfettante . Per quanto riguarda gli alimenti ecco alcune norme che sono di molto aiuto per stare bene in questi paesi: bere sempre acqua da bottiglia ed evitare il ghiaccio; cibarsi di cibi caldi e ben cotti, sia verdure sia carne o pesce; quindi evitare assolutamente cibo crudo; la frutta deve essere sbucciata e ben lavata con acqua di bottiglia. Evitare anche di bere latte o mangiare formaggi e latticini non pastorizzati.Fra i viaggiatori c’è sicuramente chi soffre di mal d’aereo, vuoi per paura di volare, vuoi per sensazioni di vertigine. Per moderare la tensione è utile evitare di bere caffè o bevande superalcoliche, mentre risulta d’aiuto bere molto e soprattutto bevande non gasate. Anche il troppo cibo non aiuta lo stato di tensione e di nervosismo come alcuni contrariamente potrebbero pensare. Inoltre chi viaggia in aereo e si dirige verso mete lontane può soffrire di problemi da fuso orario (jet-lag) che portano insonnia e disorientamento rispetto al ciclo naturale del sonno/veglia. Ne soffrono maggiormente i turisti che si dirigono verso mete orientali (est). Un rimedio a questi disturbi può essere il cercare di prolungare il sonno notturno e di assumere melatonina prima di partire e per alcuni giorni dopo l’arrivo.Per coloro che si recano in montagna è importante sapere che oltre i 1500 metri, ma più probabilmente dopo i 3000 m, si può soffrire del cosiddetto “mal di montagna” che si manifesta con tachicardia, aumento di pressione ed alterazione del respiro, mal di testa, sensazione di vertigine, nausea ed inappetenza.Per difendersi dalle punture di insetti o in genere animali, si devono usare alcuni accorgimenti, alcuni sono banali ma assolutamente efficaci. Innanzitutto è meglio indossare abiti a manica e a gamba lunga di colore chiaro (per evitare l’accumulo di calore e per evitare di attirare le vespe) e di tessuto naturale. Da evitare il camminare a piedi nudi nei corsi d’acqua dolce. Per quanto riguarda l’ambiente marino, può capitare di essere punti da ricci di mare o da pesci ragno: nel primo caso bisogna togliere le spine e disinfettare, nel secondo bisogna disinfettare, mettere il piede per circa mezz’ora in acqua molto calda per disattivare il veleno e tenere la gamba distesa e sollevata per qualche giorno; l’incontro con una medusa può essere bello ma ustionante pertanto in questo caso si può usare aceto, ammoniaca, ghiaccio e creme a base di cortisone. Non usare profumi o deodoranti o prodotti per i capelli ed evitare di portare con se cibi molto odorosi che attirano gli insetti. Per proteggersi dalle punture è utile usare prodotti repellenti sulla pelle scoperta, anche sul viso, e ricordarsi che il caldo ed il sudore richiedono che questi prodotti vengano applicati di frequente. Ad es. se ci si reca nei boschi in Scandinavia è obbligatorio vaccinarsi contro le zecche che spesso sono portatrici di virus molto pericolosi.Infine vediamo la piccola farmacia che deve trovare posto nella valigia, sempre.Per prima cosa portare disinfettanti (anche cerotti e garze), antistaminici per le punture di insetto, un misuratore della febbre, un antipiretico (tachipirina, aspirina), un antidiarroico (loperamide), sali minerali per reintegrare le perdite, crema cortisonica per eventuali ustioni o arrossamenti, collirio decongestionante, antimalarici se è richiesta la profilassi (in base ovviamente al paese di destinazione), un sonnifero (soprattutto se c’è differenza di fuso orario) e da non dimenticare i profilattici per evitare tutte quelle malattie che si trasmettono a livello sessuale (epatite B, AIDS, ecc.)
Nel primo articolo abbiamo visto come seguendo qualche accorgimento igienico e non sia possibile ridurre i disagi che ci possono investire in un paese straniero oppure in aereo oppure in montagna.
Vediamo ora più strettamente quali sono le malattie che un viaggiatore per così dire esotico rischia di contrarre e quali sono le indicazioni per ovviare a ciò.
E’ noto il fatto che chi si dirige in paesi igienicamente a rischio viene di fatto vaccinato, anche se nella maggioranza dei casi è solo consigliato, contro alcune delle più comuni malattie presenti nel paese di destinazione.
Sicuramente una vaccinazione obbligatoria è quella contro la febbre gialla. E’ una malattia grave causata dalla puntura di una specie di zanzara che si manifesta fra i 3 ed i 6 giorni dalla puntura con febbre alta, brividi, mal di testa, dolori muscolari generali, nausea, vomito con ittero. Nel 25-50% dei casi nei pazienti itterici la malattia risulta mortale. Nelle forme più gravi può comparire emorragia acuta con insufficienza renale ed epatica. La vaccinazione è obbligatoria per quasi tutti i paesi africani, comunque anche le regioni tropicali e subtropicali dell’America Meridionale conoscono la febbre gialla: Brasile, Equador, Bolivia, Colombia, Perù, Panama.
L’efficacia del vaccino è totale e dura 10 anni, non è consigliato alle donne in gravidanza ed ai lattanti, agli allergici alle proteine dell’uovo e alle persone con scarse difese immunitarie.
Esistono poi le vaccinazioni raccomandate; ad esempio per l’epatite A e B esiste il vaccino combinato che immunizza da entrambe. L’epatite A è quella meno rischiosa e si contrae da cibo contaminato (si trasmette cioè da persona a persona) e per evitarla basta seguire le semplici norme igieniche descritte nella prima parte dell’articolo (1 minuto di cottura a 85° fa morire il virus). L’epatite B invece si trasmette tramite il sangue infetto (di solito tramite rapporti sessuali con persone che l’hanno già contratta,o tramite tatuaggi, tossicodipendenza) ed è una forma più severa in quanto può portare a cirrosi, insufficienza epatica e tumore epatico; esistono anche casi di epatite B fulminante, una forma acuta che porta al decesso. I paesi a rischio di epatite sono in sostanza quelli che hanno scarsa igiene; l’epatite è molto diffusa nelle zone tropicali e subtropicali. Il vaccino è sicuro, adesso viene fatto, nel ciclo delle vaccinazioni, ai bambini di pochi mesi.
Altre vaccinazioni consigliate sono quella contro il tifo ed il colera. La prima è un’infezione dovuta a salmonella ed avviene per ingestione di cibi contaminati o tramite contatto con mani sporche. Questa malattia è difficilmente mortale e si trova soprattutto in Africa, America Latina ed Asia. Il vaccino può essere assunto in pillole o iniettato, la sua durata è di 5 anni trascorsi dieci giorni dall’ultima pillola o di 3 anni a partire dal settimo giorno dopo l’iniezione. Se non si esegue il vaccino è fondamentale tenere una scrupolosa igiene intima dopo la defecazione. Il colera è anch’essa un’infezione intestinale che si contrae da cibi o bevande contaminati ed è causata da vibrio cholerae. Il vaccino non è molto efficace pertanto si raccomanda una scrupolosa igiene personale ed alimentare sopratutto per chi si reca in paesi igienicamente a rischio. Da evitare assolutamente il pesce e i frutti di mare nelle zone a rischio. Il colera si presenta con fortissima diarrea che causa una rapida disidratazione.
Quasi tutti ormai hanno sentito parlare di profilassi antimalarica. Perchè? Non esiste infatti un vaccino per la malaria, ma solo una terapia preventiva, appunto di profilassi. La malaria è trasmessa dalla zanzara anopheles che vive in paesi caldi ed umidi, la sua puntura non è dolorosa e non dà prurito, maggiore è il numero di punture e maggiore sarà il rischio di ammalarsi. La malaria si presenta con febbre, mal di testa, dolori articolari e muscolari, dissenteria, tosse, nausea e vomito. Può essere anche mortale nei casi più gravi.
L’efficacia della profilassi tuttavia non è del 100%, anche se iniziando la cura una settimana prima di partire e prolungandola quattro settimane dopo il rientro si dovrebbe stare sicuri a patto di seguire alcune norme preventive anti-puntura.
Il farmaco per la profilassi viene comunque scelto in base al paese di destinazione in quanto in alcune zone si sono già evidenziate delle resistenze specifiche (Africa ed Amazzonia).
Un’altra malattia che si trasmette tramite la puntura di zanzara è il dengue. Ha sintomi comuni alla malaria e può portare anche ad emorragie acute. Per questa malattia non esiste vaccino né profilassi, pertanto è indispensabile seguire le norme preventive che aiutano a ripararsi dalle punture di insetto (usare repellenti, coprire la pelle il più possibile, usare zanzariere e dormire in ambienti con aria condizionata). In caso di contrazione della malattia si devono evitare l’aspirina e derivati per evitare le complicazioni emorragiche.
Il dengue si trova anche nei Caraibi, oltre ai paesi in cui è presente la malaria (paesi tropicali e subtropicali).
Tags: malattie, prevenzione, salute, viaggio
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