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Come molti dei miei lettori avranno sicuramente intuito, il focus di questo blog è puntato sulle Piccole Medie Imprese e sul fornire spunti potenzialmente utili per il loro processo di innovazione.
Personalmente sostengo che oggi più che mai si renda necessaria una velocizzazione del passaggio dalla “classica” PMI basata su processi di produzione tayloristici ad una che sia integrata al suo interno (grazie ad un libero fluire delle informazioni) e aperta verso l’esterno (basandosi su un modello di sviluppo “a rete”). Una ricerca, quindi, di una razionalizzazione dei processi interni e, auspicabilmente, di collaborazione con l’esterno sfruttando le possibili sinergie riscontrabili tra aziende similari. Tipici casi di questo tipo si riscontrano soprattutto all’interno dei cosiddetti Distretti Produttivi come quello dello Sportsystem di Montebelluna, se si vuol citare solo uno dei casi più conosciuti e più trattati in letteratura. Oltre a quanto sopra, le PMI hanno soprattutto bisogno di utilizzare tutti i canali possibili per promuovere i propri prodotti e/o servizi, in particolar modo nell’odierno scenario di crisi economica mondiale. Le nuove tecnologie devono essere sfruttate in modo estensivo, superando la tipica diffidenza nel dire “devo pensare prima alla produzione: le vendite poi verranno di conseguenza, se il prodotto è effettivamente buono”. Questo oggi non è più sufficiente. Il mercato raggiungibile non è più limitato al solo territorio nazionale o europeo: si può vendere ovunque se si riesce a far passare il “giusto messaggio” attraverso il web marketing e i social media. Se non lo si fa, al contrario, si potrebbe vedere erosa la propria fetta di mercato da aziende più reattive, magari da quelle che un imprenditore non avrebbe mai considerato come possibili concorrenti.
Un efficace piano di marketing deve essere preparato con attenzione. Le aziende devono, per prima cosa, porsi delle semplici ma importantissime domande (grazie ad E. Giordani per lo spunto offertomi):
Il marketing, quindi, deve essere sfruttato in tutte le sue potenzialità se si vuole competere ad armi pari. A tal proposito vorrei trarre spunto da Giorgio Soffiato e da un suo articolo recentemente apparso su MarketingArena. Di seguito riporto alcuni passaggi tratti dallo stesso. Cosa manca per portare il web marketing a divenire una leva strategica per le PMI?
La sensazione è che le PMI siano un mercato potenziale enorme per il web marketing e che in molti casi il web marketing possa rappresentare la soluzione a diversi problemi di comunicazione delle piccole e medie imprese, la malattia sta nel punto di raccordo e, paradossalmente, è sempre la creazione di cultura in tal senso l’unica strada percorribile. Oggi come un anno fa associazioni di categoria e enti sono avvisati, l’innovazione passa anche da loro. Mi ritrovo completamente d’accordo con quanto citato sopra, soprattutto con l’ultima parte: il cambiamento culturale è uno delle prime sfide da affrontare per far sì che effettivamente la situazione possa mutare in meglio. C’è bisogno di formazione e le istituzioni (soprattutto le Regioni) dovrebbero essere più reattive in questo senso fornendo supporto e sensibilizzazione sulla tematica.Voi cosa ne pensate?
Tags: marketing, pmi, socialmedia, webmarketing
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