Zanzibar… spiagge sabbiose orlate di palme da cocco, acqua cristallina, il folclore dell’Africa nera, un sogno? A circa 7 ore di volo dall’Italia, con un minimo fuso orario di un’ora in più rispetto all’Italia nel periodo dell’ora legale e di due ore in più nel periodo dell’ora solare, Zanzibar è una meta a metà strada tra le destinazioni più lontane e quelle a cui siamo abituati nel Mediterraneo. Le coste dell’isola sono bagnate dall’Oceano Indiano che la separano dalla Tanzania (40km) situata di fronte al lato ovest e della quale ne fa parte politicamente. Unguja e Pemba, la seconda isola in ordine di grandezza, assieme alle isole minori di Tumbatu, Mnemba, Uzi, Mesali e Latham danno forma all’arcipelago più esteso sulla costa est dell’Africa chiamato appunto Arcipelago di Zanzibar. Zanzibar si presenta prevalentemente appiattita sulle coste sabbiose per poi raggiungere i leggeri rilievi che risalgono l’entroterra dove la flora e la fauna crescono rigogliose. Zanzibar, un arcipelago di isole ricche di storia, anzi di storie, di profumi, sapori, di intrecci di culture, di immense gioie e atroci sofferenze. Ogni aspetto della vita di questa regione è stata avvolta dalla poesia del saper vivere e saper apprezzare le diversità altrui. Antichi persiani, Arabi dell’Oman, Portoghesi, Africani Bantu e di altre etnie hanno convissuto fino ad oggi e hanno saputo superare il ricordo della barbarie della schiavitù, proprio grazie alla loro memoria storica di popolazioni pacifiche e amanti della vita. Non è un caso che in un piccolo arcipelago convivano quasi da più di 500 anni tutte le religioni del mondo: cristianesimo, islam, induismo e buddismo, oltre ad una piccola comunità di Zoro-astristi, una della religione più antiche del mondo che influenzò significativamente, il cristianesimo stesso. Mai scontri di identità, ma incontri di civiltà hanno permesso oggi di arrivare a Zanzibar e gustando un piatto tipico sotto un portico della capitale Stone Town, notare come gusti, profumi, disegni architettonici ancora oggi rappresentano questa grandissima popolazione che ha dato origine alla cultura Swahili e alla sua lingua. il Kiswahili, considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, così come lo è la sua Capitale, Stone Town. E da Zanzibar che dista solo 40 km dalla Tanzania si possono organizzare fantastici safari attraverso i parchi della Tanzania, come quello del nord, la quintessenza della natura selvaggia, in un ambiente tra i più spettacolari dell’Africa australe: dall’ottava meraviglia naturalistica del mondo rappresentata dal cratere di Ngorongoro, ecosistema unico al mondo, dove in uno spazio ridotto convivono prede e predatori, passando per le sterminate e celebri pianure del Serengeti, teatro dell’ultima grandiosa migrazione di un milione e mezzo tra gnu, zebre, gazzelle etc… che da anni e anni compiono questo percorso annuale alla ricerca di pascoli freschi, ed ancora il Lake Manyara situato nel fondo della Rift Valley e circondato da foreste primarie intervallate da piccole savane erbose ricche di fauna! Zanzibar offre al visitatore un’offerta turistica adatta a tutte le tasche, dalle semplici strutture in pernottamento e prima colazione, agli hotel super lusso, ai villaggi adatti ai bambini. A Zanzibar inoltre si possono fare molte escursioni di terra e di mare, come Prison Island, il tour delle spezie, Stone Town, il safari blu, quindi che dire…? Non resta che partire e scoprirla e anche voi vi innamorerete di questa parte di Africa! Barbara Cuccarolo Consulente di viaggi online Evolution Travel www.evolutiontravel.net/etnews/2013-06.php
Tags: Evolution Travel Zanzibar, safari tanzania, Viaggi Africa, Viaggi Zanzibar, Zanzibar
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