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Trasformazione digitale: la chiave per il “benessere organizzativo”

Trasformazione digitale: piattaforme di condivisione contenuti, dematerializzazione dei luoghi di lavoro e social network aziendale i motori d’innovazione nei processi lavorativi.
Piattaforme di condivisione contenuti, dematerializzazione dei luoghi di lavoro e social network aziendale i motori d’innovazione nei processi lavorativi. Secondo l’indagine Edenred-Ipsos 2015 gli italiani purtroppo sono i lavoratori con meno fiducia nel futuro. L’indagine va a misurare il benessere organizzativo ed è stata condotta in 14 paesi europei nel mese di gennaio 2015 contattando online 13.600 dipendenti di cui 1000 in Italia.
Ai primi posti della classifica in termini di benessere organizzativo si piazzano Austria e Germania ( con il 60% e il 62% ), mentre Italia e Francia sono agli ultimi posti con percentuali molto basse di lavoratori aventi fiducia nel futuro del proprio paese, pari al 23% e al 26%. Possiamo parlare di un’Europa divisa in due.
Ben il 47% dei lavoratori italiani è preoccupato di “conservare l’impiego” (contro una media europea del 33%), meno il “livello salariale” 32% (rispetto al 39% della media europea) e la “quantità di tempo dedicato al lavoro” 21% (rispetto al 28% della media europea). Per quanto riguarda la percezione di qualità della vita al lavoro, mentre in Finlandia, Austria e Germania risulta alta nel 53%, 51% e 49% dei casi, in Italia dichiarano un’alta qualità della vita lavorativa solo il 26% dei lavoratori (peggio di noi solo i lavoratori della Turchia, al 25%, rispetto a una media europea del 36%).
Il sentimento è diffuso inaspettatamente anche fra chi lavora ed è attivo quotidianamente, la crisi di sfiducia avanza e cresce in parallelo la necessità di ricostruirla. Senza fiducia, infatti, si va a perdere quella che rappresenta la matrice della società e con essa qualsiasi possibilità di sviluppo e cambiamento che, arrivati ad un certo punto, perderebbero le fondamenta e si accartoccerebbero su se stessi. La fiducia è la precondizione per sviluppare innovazione e per promuovere cultura digitale nelle persone: il cambiamento richiede un superamento della paura, la paura del passaggio dal noto all’ignoto.
Quest’anno il Barometro Edenred-Ipsos, giunto alla decima edizione, ha dato particolare attenzione alla trasformazione digitale in corso. Il 73% dei lavoratori europei dichiara di avere familiarità con il digitale nel proprio universo personale e il 28% considera la propria azienda in ritardo rispetto al settore d’appartenenza
Molti lavoratori, circa il 40% ritengono che il digitale abbia un impatto positivo sulla motivazione personale, in particolare sulle competenze, sulla qualità della vita al lavoro e sull’autonomia. Solo il 20% dei lavoratori teme un impatto negativo sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.
Tra le iniziative intraprese in questi ultimi anni nella propria azienda (campione riferito solo alle aziende con più di 100 dipendenti) troviamo: gestione elettronica dei processi HR, e-learning, social network aziendale (blog, chat, piattaforme collaborative …) e dematerializzazione degli spazi di lavoro.
È chiaro che la trasformazione digitale comporterà una ridefinizione dei processi aziendali, delle modalità di lavoro, delle relazioni tra le persone entro le organizzazioni e, soprattutto, di ciò che chiamiamo “benessere organizzativo”. Le piattaforme per condividere i contenuti aiuteranno a superare i conflitti favorendo dinamiche di collaborazione ed efficienza. Lo smart working, la ridefinizione del concetto di spazio, con la dematerializzazione dei luoghi di lavoro, e quello di tempo, con il progressivo abbandono della logica della timbratura, potranno promuovere una maggiore responsabilità individuale, valorizzando sempre più la relazione di fiducia tra le persone e nei confronti del futuro.

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