Oggigiorno la protezione dei dati personali è assolutamente rilevante per cercare di vivere in tranquillità al riparo dalle sgradevoli sorprese. I pronunciamenti della giurisprudenza sulla privacy rispondono a un modo di vivere, un way of life, che è profondamente mutato ed è influenzato dalla possibilità di allargare la propria rete di contatti.
Nei giorni nostri non esistono più aree sicure, visto e considerato che i contatti col mondo esterno sono possibili attraverso connessioni telefoniche che un tempo erano impensabili. Tre tipi di innovazioni, negli ultimi dieci anni, hanno letteralmente sconvolto le abitudini delle persone e dei malintenzionati: il boom di internet, il successo del telefonino e i voli low cost. Sembra un paradosso: gli aerei a basso costo avvicinano persone che con internet sono già vicine. Ma la situazione non va vista in questo modo semplicistico. Gli aerei low cost hanno consentito di viaggiare, incrementando il traffico turistico reale e la domanda su internet, con un aumento delle transazioni elettroniche e la diffusione di dati personali. A questo si aggiunge il livello di diffusione del telefonino cellulare, che a sua volta si è evoluto in uno strumento di massa, una tecnologia di alto livello per le masse meglio, che lo utilizzano anche come terminale internet e quindi – in un circolo vizioso – per spargere dati e notizie personali ovunque.
La tendenza del web degli ultimi anni dopotutto non garantisce alcuna sicurezza: non sono pochi i casi nei quali le persone sono rimaste fregate perché hanno fornito troppi dati personali, riguardo alle loro abitudini e ai loro usi. I profili social su Facebook che vanno tanto di moda oggi rispondono a un preciso bisogno di non sentirsi soli e di conversare e stabilire relazioni sociali, ma nei fatti sono delle falle aperte nei sistemi di sicurezza della vita quotidiana. Prima di questo boom se non volevamo dare confidenza a una persona sconosciuta o quasi bastava non salutarla, oggi questo tipo di barriera non ha senso, non offre lo stesso riparo.
Le problematiche aumentano quando si combinano questi elementi e la strada della tecnologia sembra proprio suggerire l’unificazione delle periferiche in grado di tenerci in contatto: i vari I-pad, smartphone, I-phone consentono di riunire in un unico sofisticato prodotto moltissime funzioni e applicazioni, che tengono l’utente sempre collegato e disponibile. Insomma, le fonti di diffusione dei dati personali aumentano a dismisura senza che per questo aumentino i sistemi di controllo. Oggi è facile smarrire il telefonino e perdere con esso una gran fetta della nostra intimità. Quello che si può fare al massimo è attivare una polizza assicurativa, una garanzia cellulari, che ci protegge dal furto, dallo smarrimento o dall’uso improprio. Ma che la sicurezza totale sia una chimera è facilmente comprensibile, dato che l’uomo è un animale abitudinario che trova molto fastidioso, per dire, ridigitare la password, se non addirittura differenziarla da servizio a servizio. E’ stato recentemente studiato questo aspetto: gli utenti dei servizi online non sono molto propensi a variare le password e per motivi che sono facilmente comprensibili essi le scelgono tra combinazioni di parole molto comuni.
In tanti scelgono la data di nascita o una combinazione che coinvolge il nome o il cognome o il soprannome o qualcosa di estremamente caro, che in ogni caso è desumibile da uno dei tanti profili pubblici presenti in rete. Gli stessi browser danno la possibilità di autocompletare i moduli di iscrizione dei dati sensibili, anche in siti nei quali è sconsigliato farlo. Il furto dei dati personali trascende il mezzo. E’ un cane che si morde la coda e che è sempre pronto a farci uno scherzetto.
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