La calvizie può essere considerata come un evento catabolico per un prevalere della caduta dei capelli rispetto alla ricrescita.
L’alterato trofismo del cuoio capelluto e di conseguenza la caduta dei capelli vanno correlati, in molti casi, a uno scadimento psico-fisico della vitalità dell’intero organismo. E’ ben noto, che in caso di malattia i capelli perdono di lucentezza e che negli animali la bellezza e lucentezza del pelo è chiara espressione dello stato di salute.
Va precisato, che questa correlazione tra caduta dei capelli e scadimento psico-fisico spesso manca nel caso della calvizie androgenetica, salvo quando è la calvizie, che suscita la depressione e non viceversa.
E’ fuor di dubbio, che esiste una predisposizione costituzionale nei confronti della calvizie, dal momento che i soggetti non calvi rappresentano l’evidente dimostrazione, che esiste una resistenza alla calvizie, nonostante la sicura azione su di loro della gran parte dei fattori considerati responsabili della calvizie, fatta forse eccezione per la calvizie androgenetica.
Ferma restando l’esistenza di fattori, che provocano direttamente la caduta dei capelli, è evidente che l’assottigliamento del cuoio capelluto può rappresentare di per sé un fattore negativo per la crescita dei capelli. Sicuramente l’assottigliamento del cuoio capelluto rappresenta un aspetto locale dell’invecchiamento generale dell’organismo, che può insorgere più o meno precocemente o tardivamente da soggetto a soggetto.
Rappresentano una importanza particolare tutte le cause, che provocano un deficit della vascolarizzazione e quindi dell’apporrto di ossigeno e dei vari nutrienti. Avrebbe quindi importanza sia uno stato anemico, che tutte le cause, che provocano uno spasmo vascolare, come stress e distonie neurovegetative.
Ma a provocare più che un deficit funzionale, una involuzione della rete vascolare è certamente la sclerosi del connettivo del derma e sottocutaneo, correlata a un deficit funzionale del cuoio capelluto, con conseguente saldamente al periostio della teca cranica.
La rete capillare subisce inevitabilmente una involuzione a causa dellacompressione da parte delle fibre sclerotiche. Un fattore, che può favorire la distrofia sclerotica può essere anche rappresentato da un invecchiamento del connettivo in generale, per carenza di vitamica C, costituita dal fattore C1 (acido ascorbico) e fattore C2 (bioflavonoidi), che presiede al metabolismo dei connettivi.
Questo deficit della vascolarizzazione si ripercuote negatività nei confronti del trofismo dei muscoli pellicciai, già tendenzialmente ipotrofici per mancato movimento, sia volontario, che involontario, in quanto muscoli mimici e a causa della frequente fissazione del cuoio capelluto al periostio della teca cranica. A ciò si aggiunga l’azione particolare del testosterone, che, come è noto si deposita nei capelli.
I capelli, particolarmente ai vertice e alle tempio, sono provvisti di recettori che captano il testosterone, che ad opera di un enzima, la 5 alfa reduttasi viene trasformato in diidrotestosterone, che sarebbe dotato di azione tossica per il capello, anche per una vasocostrizione, a livello della papilla germinativa.
E’ probabile, che l’azione vasocostrittrice del diidrotestosterone agisca oltre che elettivamente sui vasi delia papilla pilifera, con conseguente azione distrofizzante sul bulbo fino all’atrofia, anche sulla vascolarizzazione generale del cuoio capelluto, danneggiandone il trofismo.
Tags: Caduta dei Capelli, calvizie, Trapianto di Capelli
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