Eccellenza: i 20 Principi di Funakoshi attraverso l’Arte del Karate Introduzione Il grande maestro di karate Gichin Funakoshi, che codificò lo stile Shotokan, nacque nel 1868 a Shuri, nella prefettura di Okinawa in Giappone. Egli praticò tale disciplina sin da piccolo, anche se non si chiamava ancora così, perché le varie forme di combattimento a mano nuda non erano state ancora organizzate e ufficializzate. Grazie a lui il governo introdusse il karate nelle scuole come forma di educazione fisica e grazie ancora lui che quest’arte si è modernizzata e si è diffusa in tutta la nazione nipponica e di seguito in tutto il mondo. Il maestro Funakoshi, grande studioso Zen, poeta e insegnante di un liceo, aveva una vasta cultura, una forma fisica invidiabile e un enorme equilibrio di corpo, mente e spirito. Attraverso la sua filosofia, l’arte del karate non è risultata solo una mera tecnica di combattimento e di autodifesa, ma un metodo. Esattamente, un metodo pre gestire la propria energia al meglio, per raggiungere gli step che ci programmiamo a breve, medio e lungo termine, il Karate e la sua filosofia sono un mezzo attraverso cui, chiunque può percorrere la Via dell’Eccellenza, e ciò che si ribadisce è che la felicità non è una meta, ma un modo di vivere, una forma mentis. Le persone di successo sono quelle che hanno acquisito l’abitudine di “ fare un miglio in più “, cioè di rendere più di quelle per cui sono pagate o comunque di dare sempre oltre ciò che per gli altri sembra giunto il limite. Quando prendete la decisione consapevole di accostarvi a ogni compito con una prospettiva positiva e di non lasciare il lavoro finche non è finito, avete fatto il primo passo importante verso la determinazione del vostro futuro. UN INDIVIDUO CON UN ATTEGGIAMENTO MENTALE NEGATIVO ATTIRA I PROBLEMI COME UNA CALAMITA ATTIRA IL FERRO. La nostra mente ha la capacità di trasformare in cose concrete le cose a cui pensiamo di più. Se vi aspettate di sbagliare, siate certi che sarà così, se trovate qualcosa di negativo in qualsiasi opportunità, non ci sarà nulla che vi andrà bene. Fortunatamente è vero anche il contrario, se siete una persona felice e positiva, attirerete le cose positive. Potete mantenere positiva la vostra mente eliminando i pensieri negativi nel momento in cui iniziano a insinuarsi. Bene, questi sono alcune delle lezioni importanti che ho imparato applicando i 20 Principi. Essi sono:
1. Il Karate comincia e finisce con il saluto. 2. Il Karate non è un mezzo di offesa e danno. 3. Il Karate è rettitudine e riconoscenza. 4. Il Karate è capire se stessi e gli altri. 5. Nel Karate lo spirito viene prima dell’azione. 6. Il Karate è lealtà e spontaneità. 7. Il Karate insegna che le avversità colpiscono di più quando c’è rinuncia. 8. Il Karate non si vive solo nel Dojo. 9. Il Karate è regola per tutta la vita. 10. Lo spirito del Karate deve animare tutte le azioni. 11. Il Karate va tenuto vivo con il fuoco dell’anima. 12. Il Karate non è vincere ma l’idea di non perdere. 13. Lo spirito deve essere diverso a seconda degli avversari. 14. Concentrazione e rilassamento devono essere usati nel tempo giusto. 15. Mani e piedi come spade. 16. Pensare che tutto il mondo può esserti avversario. 17. Il karateka mantiene sempre la posizione di guardia (kamae), la posizione naturale (shizentai) è solo per i livelli altissimi. 18. Il Kata è perfezione dello stile: l’applicazione è un’altra. 19. Come l’arco, il karateka deve avere contrazione, espansione, velocità e analogamente in armonia rilassamento, concentrazione, lentezza. 20. Lo spirito deve sempre tendere al livello più alto. Quando li lessi la prima volta avevo diciassette anni, rimasi colpito profondamente dalla loro semplicità e mi ripromisi di seguirli nella maniera più consona alla mia vita. Un giorno di qualche anno fa, sfogliando vecchi testi che avevo, mi capitò tra le mani il “ Manuale di Karate “ scritto dal M° Hiroshi Shirai, uno dei massimi esponenti del Karate mondiale e, nella pagina che precede il primo capitolo scorsi i Venti Precetti; mentre la mia mente rispolverava quei ricordi, mi resi conto che ciò che avevo fra le mani poteva essere interpretato non solo come norme per l’arte del combattimento, ma come nocciolo filosofico applicabile a tutte le circostanze della vita. La nostra società spesso mette in ginocchio codici e leggi antiche che da sempre hanno fatto da baluardo a chi ha seguito una strada di ricerca, di innalzamento del proprio spirito evolutivo. Ma l’ego, la voglia di potere, di approvazione, la non considerazione dell’opinione del prossimo, il non ascoltare e ascoltarsi, porta irrimediabilmente su una via arida, dove non c’è spazio per i sentimenti nobili, tutto esiste in funzione di ciò che può produrre altrimenti viene scartato o addirittura distrutto. Ma se intorno a noi rendiamo arido il terreno, presto anche l’oasi più florida muore. Dobbiamo coltivare il nostro terreno, iniziando a curare le nostre radici, in modo tale che anche i rami diventino sempre più alti e possano godere dei raggi del sole. Fine prima parte (introduzione). Luigi Tumolo www.eccellenzaxvivere.com
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