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Approfondimenti sul monte Soratte

Il Territorio
La Riserva Naturale Monte Soratte si estende per 410 ettari sulla
superficie del monte che sorge nel paesaggio
pianeggiante della valle del Tevere, tra la Via Flaminia e il fiume a
circa 40 Km. a nord di Roma.

Il Soratte ha una pianta ellissoidica il cui asse longitudinale si
estende per circa 5,5 Km in direzione NNW-SSE con
un profilo arcuato che forma sei picchi. Si presenta come un massiccio
calcareo con pareti molto ripide alla sommità
e pendici più dolci e fittamente vegetate, circondato da una pianura
coltivata prevalentemente a uliveti.
Il monte Soratte fa parte, insieme ai Monti Cornicolani, di quella che
viene chiamata la Dorsale Tiberina,
cioè una dorsale carbonatica, che è affiorata nel periodo
meso-cenozoico dai sedimenti pliocenici e dalla
copertura vulcanica

La Flora

Prevalgono le formazioni a bosco e boscaglia. Sul versante
nord-orientale si possono osservare boschi
con dominanza locale di caducifoglie come il carpino nero (Ostrya
carpinifolia), l’orniello (Fraxinus ornus),
l’acero minore (Acer monspessulanus).
Sul versante sud-est è presente una boscaglia termofila, simile alla
macchia mediterranea con leccio (Quercus ilex),
terebinto (Pistacia terebinthus), fillirea (Phyllirea latifoglia).

La Fauna
I mammiferi sono abbondantemente presenti nella zona. Troviamo la
volpe, lo scoiattolo ed il moscardino.
Tra gli insettivori sono presenti il riccio, la talpa e numerose specie
di toporagni.

Sono presenti fra i rapaci la poiana, il gheppio, l’allocco, la
civetta, il picchio verde ed il picchio rosso maggiore,
oltre a diverse specie di passeriformi.

I Consigli
I sentieri
del Soratte sono complessivamente 6 tutti ben segnati e di facile percorrenza:
1 – Percorso Madonna delle Grazie
(201)
2 – Percorso Vita (202)
3 – Percorso di Santa Romana e dei
Meri (203)
4 – Percorso "Strada
Militare" (204)
5 – Percorso degli Eremi (205)
6 – Percorso "Le grotte"
(206)

A questi si
aggiungono percorsi didattici e di collegamento:
1 – Percorso delle carbonare (202
A)
2 – Percorso Casaccia dei ladri
(202 B)
3 – Percorso Campicciolo (202 C)
4 – Percorso Santa Romana –
Percorso Vita (203 A)
5 – Percorso Strada Militare –
Percorso Vita (204 A)

Partendo da
Sant’Oreste, abbiamo deciso di percorrere tutta la lunghezza del Soratte
congiungendoci al sentiero "Percorso Vita" e tornare indietro
da esso.
La scelta è ricaduta su un equipaggiamento leggero contenete solo
l’indispensabile e lo stretto necessario. Portatevi le borracce poiché non sono presenti fonti o sorgenti.


Percorso Madonna delle Grazie (201)
Disl: 200 m
Durata: 20m

La prima
parte del percorso, caratterizzato da una lieve e costante salita, non presenta
difficoltà particolari. Si parte da Sant’Oreste dove abbiamo parcheggiato la
macchina e di tanto in tanto si incontrano punti attrezzati con panche e
tavoli. La strada è ben battuta e segnata.
Dopo circa 15-20 minuti si arriva ad uno spiazzo non particolarmente
pianeggiante, caratterizzato dalla piccola cappella votiva dell’Annunziata e
dove si incontrano le diramazioni dei sentieri "Le Carbonare"
(sulla destra) e del sentiero "degli Eremi". Si prosegue
pertanto sulla sinistra passando per un area picnic e cambiando completamente
sentiero: il Percorso degli Eremi.


Percorso degli Eremi (205)
Disl: 275 m
Durata: 1h 30m

Il percorso
appena preso presenta una notevole salita che attraversa un fitto bosco
caratterizzato da secolari lecci e grandi blocchi di roccia che creano un
particolare ambiente suggestivo.
Terminata la salita ci si ritrova su un bivio a "T". Siamo
perfettamente sul crinale del Soratte.
Si va prima a sinistra raggiungendo la chiesa di Santa Lucia e successivamente,
tornando indietro e percorrendo la cresta verso nord-ovest, il sentiero conduce
alla diramazione sotto le mura perimetrali del giardino del santuario di Santa
Maria delle Grazie.
Cercate bene perché da queste parti è presente una grande cavità nel terreno (è
recintata) dalla quale, almeno di inverno, si sentono uscire vampate di calore.
Proseguendo inizialmente verso sinistra si arriva alla chiesa di S. Antonio,
dalla quale è possibile ammirare un panorama stupendo.
Proseguendo si sale verso il Santuario di Santa Maria delle Grazie e verso la
cima più elevata del Soratte. Prima di raggiungere la chiesa di S. Silvestro si
incontra il bivio che, dopo qualche centinaio di metri, conduce al piccolo
Eremo di San Sebastiano, di cui restano modeste tracce murarie.
Sulla cima più alta del monte si trova la chiesa di S. Silvestro eretta sul
tempio romano dedicato al culto di Apollo. Sia il santuario di Santa Maria
delle Grazie che la chiesa di S. Silvestro sono tutt’oggi utilizzate e ben
conservate al contrario degli altri eremi presenti.
Nello spiazzo dove sorge la chiesa di S. Silvestro e dove termina il "Percorso
degli Eremi"
" è presente una lapide commemorativa nel punto in
cui un ragazzo precipitò perdendo la vita.
A lui va un particolare e sentito ricordo.

Percorso Le grotte (206)
Disl: 190 m
Durata: 1h 30m

Da questo sentiero,
che ovviamente abbiamo fatto al contrario per raggiungere il "Percorso
Vita"
, inizia la discesa del Soratte che, al contrario di quanto può
sembrare, presenta considerevoli difficoltà. Ripida e scoscesa, a tratti siamo
stati obbligati a saltare notevoli dislivelli.
Questo percorso è caratterizzato dalla presenza di grotte tutt’ora in fase di
esplorazione, di ruderi conosciuti con il nome "Casaccia dei
ladri"
; e dall’imponente roccia chiamata "Sasso di S.
Nonnoso"
: la leggenda narra che la rupe venne spostata dal santo per
procurare ai monaci il terreno adatto alla coltivazione di un orto.
Verso la fine del percorso la vegetazione arbustiva, caratterizzata da lecci e
aceri cresciuti tra affioramenti rocciosi, diventa sempre più fitta ed è qui
che il nostro sentiero si congiunge con le diramazioni della "Strada
Militare"
e del "Percorso Vita"


Percorso Vita (202)
Disl: 112 m
Durata: 1h 20m

Questo è un
percorso semplice che non presenta alcuna difficoltà. E’ una tranquilla
passeggiata nel bosco su una strada sterrata, segnata e ben battuta. Il
percorso è caratterizzato da aree attrezzate per fare esercizi ginnici mediante
apposite attrezzature tutte regolarmente danneggiate e inutilizzabili. Verso la
fine del percorso sono presenti cave (abbandonate) per l’estrazione di calcare,
di cui una risanata con la realizzazione di un anfiteatro. Da qui parte, sulla
sinistra, una breve deviazione che, tra vecchi edifici abbandonati e macchine
per l’estrazione arrugginite, giunge all’apertura dell’imponente grotta di S.
Lucia, recintata da una rete di protezione "impossibile" da
superare…ma niente è "impossibile".
Se proprio non resistete alla tentazione di avvicinarvi andateci con cautela e
non sporgetevi se non siete completamente sicuri e ben stabili al bordo della
grotta.

 

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