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Famiglia italiana : più debiti e meno soldi.

Le famiglie italiane ar­chiviano il 2008 con
qualche pro­blema in più e, se finora restano in linea con la
precedente reces­sione di inizio anni Novanta, c’è poco da rallegrarsi,
perché i dati disponibili scontano sì il crollo dei mercati e delle
grandi banche USA, ma devono ancora confron­tarsi con l’aumento della
disoc­cupazione e la crisi dell’economia reale. Ma ecco i dati di
Bankitalia che delineano il profilo della cri­si: -4% il reddito medio
tra il 2006 e il 2008; quasi il 30% delle fami­glie indebitate; circa
una su cin­que con un reddito mensile me­dio inferiore a 1.281 euro.
Nel det­taglio lo studio mette in evidenza una riduzione dei guadagni
che ha riguardato in misura maggiore i lavoratori autonomi rispetto ai
dipendenti e agli individui in con­dizione non professionale, come i
pensionati.
Inoltre, la contrazione è stata maggiore per gli under 55 e in par­ticolare per le persone con meno
di 45 anni. Nel 2008, inoltre, la ric­chezza familiare netta, data
dalla somma delle attività reali (immo­bili, aziende e oggetti di
valore) e delle attività finanziarie (deposi­ti, titoli di Stato,
azioni) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti),
presenta un valore medio di 153 mila euro. In termi­ni reali, dopo
essere cresciuto di circa il 44% dal 1993 al 2006 so­prattutto grazie
all’aumento del valore degli immobili, questo va­lore è diminuito di
circa l’1% nel biennio successivo.
Per quanto riguarda la
distribu­zione del reddito, lo studio mette in luce che quello da
lavoro di­pendente è risultato pari a 16.373 euro, con una diminuzione
del 3,3% in termini reali rispetto al 2006. Quello da lavoro
indipen­dente è risultato invece pari a 20.374 euro, con una
diminuzio­ne in termini reali del 12,5%. Il reddito individuale medio
da la­voro (autonomo e indipendente) è inferiore per le donne e al Sud e
nelle Isole, mentre i laureati gua­dagnano quasi il doppio rispetto a
coloro che sono privi di titolo di studio. Nel 2008 il reddito
fami­liare medio, al netto delle impo­ste sul reddito e dei contributi
so­ciali è risultato di 2.679 euro al mese; ma il 20% delle famiglie
non arriva a 1.281 euro e solo il 10% può vantare guadagni superiori a
4.860. Tuttavia la concentrazione dei redditi è risultata nel 2008
so­stanzialmente in linea con quella rilevata negli anni passati, con
il 10% delle famiglie che possiede quasi il 45% dell’intera ricchezza
netta, mentre la quota di indivi­dui con reddito al di sotto della
soglia di povertà risulta pari al 13,4%, anche in questo caso con
valore sostanzialmente ancora in linea con quello rilevato nel 2006.
Prudente la gestione del rispar­mio: il 90% delle famiglie possie­de
almeno un’attività finanziaria, anche se la maggior parte ha at­tivo
solo il deposito, mentre sol­tanto il 4% detiene un portafoglio che,
oltre ai depositi, comprende sia titoli di Stato sia azioni e bond
privati. Le famiglie che investono i propri risparmi in titoli sono
molto meno numerose: l’11% possiede obbligazioni e fondi co­muni e il
9% titoli di Stato.

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